Rapina alla guardia medica di Casatenovo, 34enne condannato a tre anni e quattro mesi

L’uomo aveva sferrato una gomitata alla dottoressa. Era già noto alle forze dell’ordine e ai medici del presidio.

Casatenovo

La sentenza va oltre le conclusioni della pubblica accusa: è di tre anni e quattro mesi di reclusione la condanna pronunciata dal giudice per le udienze preliminari (gup) Salvatore Catalano nei confronti del 34enne di Missaglia accusato di rapina ai danni della dottoressa di turno il 4 maggio 2025 alla Guardia medica di Casatenovo, alla quale aveva strappato di mano due prescrizioni mediche e un timbro, sferrandole anche una gomitata. Per l’uomo, durante la scorsa udienza di gennaio, la richiesta del pubblico ministero era stata di 3 anni e 1.800 euro di multa. La decisione arriva al termine del processo celebrato con il rito abbreviato, nel corso del quale l’imputato, che soffre di problemi neurologici e di dipendenza, è stato sottoposto a perizia psichiatrica. Un approfondimento, quest’ultimo, che ha escluso compromissioni della capacità di intendere e volere.

Nel corso delle udienze precedenti, davanti al magistrato, l’uomo ha minimizzato l’accusa, dicendo di aver preso solo le prescrizioni precompilate per un farmaco che assume abitualmente, e null’altro.

Secondo la contestazione che ha portato alla condanna, invece, aveva sferrato una violenta gomitata nello stomaco della dottoressa per portare via ciò che gli interessava. La vicenda risale ai primi di maggio dell’anno appena concluso, ma il suo arresto era avvenuto nelle settimane successive. Dopo la rapina, infatti, l’imputato si era allontanato facendo perdere le tracce. In brevissimo tempo, tuttavia, i militari erano risaliti alla sua identità, grazie alla descrizione e alla testimonianza della vittima. L’identificazione era stata anche agevolata dal fatto che si trattava di soggetto già noto alle forze dell’ordine. Sembra, inoltre, che fosse un volto noto anche ai medici che si danno il cambio al presidio sanitario di Casatenovo. Nei giorni successivi al fatto, i carabinieri avevano comunque cercato più volte il 34enne per la convocazione dell’interrogatorio preliminare, ma non erano mai riusciti a trovarlo.

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