Sirtori: progetto di recupero per la cascina Ceregallo

Il Comune propone un progetto di recupero per l’housing sociale, dopo dieci anni di tentativi di vendita falliti

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Sirtori

Cambiano le prospettive per la porzione di Cascina Ceregallo di proprietà del Comune di Sirtori, in vendita da dieci anni senza mai trovare un acquirente.

A brevissimo, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Matteo Rosa la toglierà dall’elenco dei beni alienabili candidandola a un progetto di riqualificazione per ricavarvi mini appartamenti per giovani coppie e anziani.

«Da oltre dieci anni - ricorda il sindaco - cerchiamo di venderla. Ormai, il prezzo è attorno ai 70 mila euro. È però evidente che nessuna la vuole».

Ecco quindi l’idea di rimettere nuovamente in gioco l’edificio e di ripensare al suo futuro.

«A luglio dovrebbe uscire un bando regionale sull’housing sociale. Vorremmo partecipare candidando un intervento di recupero sulla porzione di Cascina Galli nostra proprietà per ricavarci alcuni mini appartamenti da destinare a giovani coppie o anziani».

Il progetto prevede quattro appartamenti nel corpo della cascina e uno su due piani nella torre, per un investimento complessivo stimato attorno a 1,4 milioni di euro.

«Si tratta di una cifra considerevole ma i costi di recupero al metro quadro sono piuttosto alti. D’altra parte, non possiamo non intervenire. La cascina non è abitata ma attorno ci sono altre abitazioni. Di tanto in tanto, dalla cascina si staccano pezzi. Intervenire è quindi anche una questione di sicurezza. Inoltre, se non lo facciamo, prima o poi, l’edificio, che ha oltre un secolo, collasserà».

La porzione di cascina in questione era stata acquisita dal Comune dall’Ordine di Malta nel 2000 per ricavarvi spazi per la cittadinanza.

Non essendo riusciti a concretizzare i progetti, rimasti soltanto sulla carta, nel 2018 a Sirtori decisero di sbarazzarsene.

Il primo tentativo di vendita risale al dicembre 2018, con un valore posto a base d’asta di 184.800 euro: bando andato deserto. Nel 2019 il Comune ci riprova, abbassando il prezzo a 166.320 euro, senza esito. Una nuova perizia fissa il nuovo valore, sceso a 80.600 euro, cifra rimasta comunque priva di offerte nei bandi successivi. L’anno scorso, nel 2025, l’ultimo tentativo di vendita a 72.540 euro ma con lo stesso identico esito di quelli precedenti.

Nel mezzo, le amministrazioni che si sono succedute avevano anche immaginato destinazioni diverse dalla vendita.

Nel 2000, l’amministrazione di Paolo Negri aveva acquistato la cascina per realizzarvi una biblioteca e un centro civico. Qualche anno più tardi, ci si era resi conto che i costi erano proibitivi. Nel 2020, l’amministrazione del sindaco Davide Maggioni aveva accantonato il progetto - dal costo di 3-4 milioni - e deciso l’alienazione. Con l’elezione di Matteo Rosa a sindaco, è ritornata in auge l’idea di trasferirvi la biblioteca, a un costo di un milione di euro. Il mancato finanziamento regionale ha però spento gli entusiasmi.

Nel frattempo, sono proseguiti i tentativi di alienazione. Ora la partita si sposta sul bando regionale per l’housing sociale, che il Comune attende per definire i tempi del progetto.

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