Cronaca / Merate e Casatese
Lunedì 23 Marzo 2026
Robbiate, 69enne travolta in bicicletta contromano: familiari in lacrime al processo
La cognata e i figli di Maurilia Corno raccontano il legame profondo con la vittima mentre l’automobilista 39enne è imputata per omicidio stradale davanti al tribunale di Lecco.
Robbiate
Una testimonianza tra le lacrime, quella resa dalla cognata di Maurilia Corno, la 69enne di Robbiate travolta e uccisa in bicicletta ai primi di gennaio 2024, mentre pedalava contromano lungo via Sebastiano Colleoni. La donna, e con lei anche i tre figli della vittima, sono stati ascoltati come testimoni nel processo che vede un’automobilista 39enne, originaria dell’est Europa e vicina di casa della Corno, imputata di omicidio stradale davanti al tribunale di Lecco. I familiari hanno descritto il quadro di una famiglia unita. Anche la cognata della vittima, visibilmente emozionata, ha detto di essere sempre stata legata «da un vincolo profondo» con Maurilia Corno.
È emerso, stando ai racconti dei testimoni, che fosse abitudine diffusa tra i cittadini quella di percorrere via Colleoni in contromano. Dopo i familiari, in aula è comparso il consulente tecnico della parte civile, che avrebbe dovuto esporre gli esiti dei suoi accertamenti sulla dinamica dell’incidente, proponendo però una serie di diapositive «per chiarezza espositiva», su cui le difese hanno chiesto un termine per analizzare il materiale. Nel processo sono chiamati in causa come responsabili civili il marito dell’imputata, proprietario del veicolo, e la compagnia assicurativa.
La 69enne, secondo la ricostruzione, stava pedalando in direzione opposta al senso di marcia lungo via Sebastiano Colleoni, quando venne investita da un’Audi con l’imputata al volante. Quella strada, riservata ai residenti e lontana un centinaio di metri dall’abitazione della 69enne, era stata resa a senso unico un paio d’anni prima del fatto dall’amministrazione comunale, perché considerata pericolosa. L’impatto era stato violento e aveva sbalzato la 69enne a terra e contro i cordoli delle aiuole, provocandole lesioni che purtroppo si sono rivelate fatali. Dopo le prime cure, la donna era stata trasportata all’ospedale San Gerardo di Monza in condizioni disperate, ma gli sforzi dei medici si sono rivelati inutili.
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