Technoprobe cresce: ok all’investimento da 170 milioni a Cernusco

Approvato all’unanimità dal Comune il permesso di costruire in deroga per il nuovo comparto industriale TPI8. L’operazione punta a creare 400 nuovi posti di lavoro entro il 2026.

Cernusco Lombardone

Cernusco dà il via libera al potenziamento produttivo della Technoprobe. Il Consiglio comunale ha infatti approvato il permesso di costruire in deroga per la realizzazione di un nuovo comparto industriale, denominato TPI8, che segna una tappa decisiva per lo sviluppo economico del territorio. L’operazione prevede un investimento diretto di circa 170 milioni nel solo sito di Cernusco, con una ricaduta occupazionale stimata in 400 nuovi ingressi entro il 2026.

L’intervento si colloca all’interno di una fase di espansione globale per l’azienda, nata nel circondario nel 1996 e affermatasi nel tempo come primo produttore mondiale di schede per il test dei microchip. Con una capitalizzazione di mercato che ha raggiunto i 12 miliardi di euro e una forza lavoro di circa 3.400 dipendenti distribuiti nelle sedi internazionali, la società ha scelto di concentrare il cuore del proprio piano industriale biennale 2026-2027 proprio nel comune d’origine. Il valore complessivo del piano è di 210 milioni, dei quali l’80% verrà destinato al raddoppio della capacità produttiva locale. Sotto il profilo tecnico, il progetto prevede la costruzione di un edificio di circa 4.000 metri quadrati distribuiti su due piani, situato in via Cavalieri di Vittorio Veneto.

La deroga approvata dal Comune riguarda nello specifico i parametri volumetrici: il fabbricato raggiungerà un’altezza di 11,65 metri, superando il limite di 8 metri fissato dal Piano di Governo del Territorio (Pgt) per quella specifica zona industriale. Tale scelta architettonica è stata motivata da stringenti necessità di natura produttiva. Durante l’illustrazione del progetto alle istituzioni, il responsabile finanziario di Technoprobe, Stefano Beretta, ha chiarito come l’eccedenza sia «una necessità tecnica imprescindibile per ospitare linee produttive ad altissima tecnologia». La complessità dei macchinari e i flussi di lavoro necessari per la componentistica dei microchip richiedono infatti volumi e altezze superiori agli standard edilizi ordinari previsti per le aree artigianali.

Il Consiglio comunale per una volta non si è diviso e ha votato all’unanimità questo progetto. Oltre al consolidamento di una realtà d’eccellenza tecnologica nel nord Italia, l’ampliamento garantirà un incremento del personale che porterà benefici diretti all’indotto locale. L’Amministrazione comunale e la dirigenza aziendale hanno così finalizzato un iter amministrativo che permette l’avvio immediato delle fasi preliminari del cantiere, con l’obiettivo di rendere operativo il nuovo stabile in linea con le scadenze del piano industriale.

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