Tragedia di Brivio, depositata una perizia sul tasso di droga nel sangue dell’autista

Udienza rinviata: il polacco, responsabile della morte di due ventenni, ha ammesso di aver consumato cannabis qualche giorno prima dell’incidente

Lecco

Una consulenza per dimostrare, dal punto di vista difensivo, che il tasso di cannabis trovato nel sangue di Krzysztof Jan Lewandoski non era tale da alterarne la percezione, nel momento in cui, la sera del 20 settembre scorso, al volante del suo carro attrezzi, ha investito uccidendole Giorgia Cagliani e Milena Marangon, le due amiche 21enni di Paderno che stavano andando a divertirsi alla festa di Brivio.

Su questo atto, depositato dai difensori del 34enne polacco, la procura ha chiesto un termine per replicare, nell’ambito del processo con il rito abbreviato davanti al gup Gianluca Piantadosi. Il giudice ha rinviato l’udienza alla fine di aprile, per permettere comunque alla compagnia assicurativa di definire la questione risarcitoria a beneficio delle famiglie delle vittime, colpite dall’enorme tragedia della scorsa estate. Il reato contestato è quello di duplice omicidio stradale, aggravato dalla circostanza di aver assunto cannabinoidi. Un fatto che lo stesso autista, prima finito direttamente in carcere, oggi agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico in una comunità della provincia di Milano, ha ammesso, dicendo però di aver fumato marijuana qualche giorno prima del drammatico incidente.

La presenza della sostanza nel sangue dell’imputato è stata confermata dagli accertamenti condotti dalla procura, ma la difesa punterebbe a dimostrare che non era tale da inficiare la lucidità, cercando dunque di far decadere l’aggravante.

Secondo l’accusa, Lewandowski, la sera del 20 settembre scorso, lungo via per Airuno, “giunto all’altezza del civico 17”, in corrispondenza dell’incrocio di fronte a una palestra, procedendo “a una velocità pari a circa 81,5 km/h (con limite a 70 ndr) e, quindi, non regolando la velocità del mezzo in base alle caratteristiche e condizioni della strada”, andava a impattare i corpi delle due ragazze, che camminavano in fila indiana assieme a una terza amica (rimasta illesa). Il giorno successivo sono state acquisite le immagini delle telecamere di sorveglianza di una azienda al civico 25. I video, alle ore 22:07, immortalano il passaggio del furgone. In pochi secondi (sempre alle 22.07) il furgone, giunto nei pressi dell’incrocio con il centro fitness, si avvicina progressivamente al margine destro della carreggiata, si scontra con altro veicolo posteggiato alla sua destra, e purtroppo investe le due ragazze. L’uomo si trovava in Italia per la consegna di uno scooter. I familiari delle due ragazze sono comparsi a palazzo di giustizia, ma si sono allontanati da palazzo assieme al loro legale, senza rilasciare dichiarazioni. Assente, invece, l’imputato.

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