A Villa Beretta la sanità fa un salto nel futuro: installato il sistema Das

Nel centro di riabilitazione brianzolo, il nuovo sistema Das potenzia la digitalizzazione e l’umanizzazione della sanità, dalla cybersecurity all’Ia.

Costa Masnaga

La sanità del futuro prende forma dentro un luogo di cura reale, abitato ogni giorno da pazienti, clinici e ricercatori. Al Villa Beretta Rehabilitation Research Innovation Institute di Costa Masnaga l’innovazione non resta un concetto astratto, ma diventa infrastruttura, metodo, possibilità concreta. Lunedì mattina l’installazione del sistema Das (Distributed Antenna System), realizzato da Inwit e consistente in una rete di antenne progettata per garantire la copertura multi-operatore, è stata l’occasione per un confronto serrato tra mondo clinico, ricerca, università e istituzioni, alla presenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per l’Innovazione tecnologica Alessio Butti.

«L’installazione del sistema Das a Villa Beretta si inserisce pienamente nel percorso di digitalizzazione del sistema sanitario seguito dal Governo» ha spiegato Butti «Villa Beretta ha dimostrato di essere un’eccellenza non solo nella riabilitazione, ma anche nella capacità di sviluppare progettualità avanzate». Un riconoscimento che va oltre il singolo intervento tecnologico e guarda alla capacità della struttura di generare modelli replicabili. «Con la struttura abbiamo elaborato progetti che saranno valutati con attenzione dal “mio” dipartimento e dalla Fondazione Ugo Bordoni, insieme ad altre iniziative a livello nazionale. Verranno sostenute le attività meritevoli e sono convinto che ci saranno concrete possibilità di lavorare insieme».

Il confronto della mattinata ha toccato nodi centrali per l’evoluzione della sanità digitale, dalla cyber security all’intelligenza artificiale. «Gli operatori chiedono regole certe» ha sottolineato il sottosegretario «una cornice rigorosa che non imbrigli le tecnologie, ma consenta a imprese, ospedali e pubblica amministrazione di sapere cosa si può fare e cosa no». Sul fronte della sicurezza informatica, Butti ha ricordato il percorso avviato dal Governo con una legge nazionale, indicando però nella formazione la vera sfida aperta. «Il problema principale resta la formazione. Stiamo incentivando enti pubblici e imprese a investire in percorsi formativi, affinché gli operatori acquisiscano maggiore competenza e consapevolezza sui temi cyber».

Dal punto di vista clinico e scientifico, l’installazione del Das rappresenta una svolta infrastrutturale. «Parliamo di un sistema distribuito di antenne che consente connessioni ad alta velocità, oggi in 5g, e che è fondamentale per gli sviluppi futuri» ha spiegato Franco Molteni, direttore clinico del Centro di Riabilitazione Villa Beretta «Serve a migliorare il monitoraggio delle persone in ospedale, ma più in generale a rendere possibile una comunicazione efficace in contesti complessi». Una tecnologia che non vive di per sé, ma che abilita nuovi modelli di cura.

Il filo conduttore emerso dal confronto è stato quello di una tecnologia realmente al servizio della salute. «Intelligenza artificiale, robotica e sensoristica indossabile si integrano con la vita reale del paziente per migliorare la conoscenza della persona» ha osservato Molteni «Migliorare la conoscenza significa migliorare la cura». Una cura che diventa sempre più personalizzata, capace di coniugare precisione decisionale e continuità assistenziale. «La relazione con il paziente non si esaurisce dentro l’ospedale. È fondamentale restare in contatto anche fuori, accompagnando i percorsi di vita». In questo quadro, l’infrastruttura digitale non è un semplice supporto tecnico, ma un fattore abilitante di un approccio più umano ed efficiente. «È una tecnologia umanizzante» ha concluso Molteni «che rende il sistema più efficiente, scientificamente innovativo e clinicamente sostenibile».

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