Cronaca / Oggiono e Brianza
Venerdì 19 Giugno 2026
Anziani truffati con il trucco dei petardi: finti vigili in fuga dopo il colpo a Rogeno
Hanno fatto esplodere alcuni petardi per creare confusione e rendere credibile una falsa emergenza. Così alcuni malviventi sono riusciti a entrare nella casa di due anziani a Calvenzana, frazione di Rogeno, portando a termine una truffa e facendo perdere le proprie tracce
Lettura 1 min.Rogeno
Si è scatenata la caccia all’uomo - anzi, più di uno - che oggi hanno fatto addirittura ricorso ai petardi per entrare nella casa di due anziani a Calvenzana, riuscendo così a truffarli. L’allarme è scattato in mattinata, lanciato anche dai vicini, che si sono prontamente mobilitati appena ricostruito sommi capi l’accaduto; così sono stati chiamati i carabinieri, che sono usciti dalla stazione del confinante comune di Costa Masnaga e con la Radiomobile da Merate; i militari hanno acquisito inoltre le testimonianze a casa delle vittime del raggiro. Parallelamente è stata avvisata la polizia intercomunale, la quale si è a propria volta portata sul posto.
Ha fatto sapere il sindaco di Rogeno, Matteo Redaelli: «Nel pomeriggio i nostri agenti avevano già in programma uno dei pattugliamenti del territorio mirati proprio alla sicurezza delle case, quindi il presidio del territorio è proseguito fino a sera. L’intervento da parte di tutti è stato molto rapido, ma al momento non si hanno notizie dei malfattori, uno dei quali - sottolinea Redaelli - si sarebbe spacciato proprio per vigile urbano e il complice (o altri due complici) per tecnici addetti all’acquedotto».
Il copione, insomma, è quello classico, ma con l’aggiunta dei fuochi artificiali. «I petardi, ovviamente di piccolo calibro - conferma Redaelli - sono stati sparati per creare un diversivo che distraesse gli anziani e corroborasse la tesi dell’emergenza, pertanto i concittadini hanno permesso ai sedicenti tecnici e vigili di entrare in casa dove, nella confusione, questi ultimi sono riusciti a racimolare un bottino, per poi dileguarsi. Il fatto è avvenuto nella frazione di Calvenzana che si caratterizza perlopiù per casette e corti. Naturalmente, i vicini si sono attivati e hanno solidarizzato, ma quel che era fatto, ormai era fatto».
Carabinieri e polizia locale hanno perlustrato la zona, nota per giunta come una tra le più storiche piazze di spaccio, tra la statale 36, via Delle Brianne e il lago. In merito al raggiro, il sindaco ribadisce: «Per quanto sia apprezzabile che l’allarme sia stato tempestivo, l’ideale è proprio non aprire la porta a nessuno. Non c’è alcun motivo per cui si continui a credere alla storia che l’acqua è inquinata e che i tecnici, addirittura scortati da presunti vigili, debbano varcare la soglia. Anzitutto, non sta in piedi, ma in ogni caso, in pieno giorno - raccomanda Redaelli - è molto facile verificare chiamando in municipio: immediatamente si può accertare se è in corso un’emergenza e se ci siano tecnici o agenti in giro veramente per il paese a suonare i campanelli, cosa comunque altamente improbabile. In ogni caso - sottolinea il sindaco - non c’è nessuno che debba entrare necessariamente a casa di qualcuno subito: prima il cittadino fa tutte le proprie verifiche, con il Comune, i carabinieri, i vigili, i vicini di casa o i propri figli e poi chi ha suonato il campanello, se risulterà che dice il vero, eventualmente ripasserà».
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