Cronaca / Oggiono e Brianza
Mercoledì 02 Luglio 2025
Barzago, cambia il regolamento: per giocare sul campetto da calcio a 7 serve la firma di mamma o papà
Lo spazio non è più a libero utilizzo. Per usare il campo occorrerà la prenotazione, da effettuare al bar del centro sportivo, firmata da un maggiorenne. Critiche le minoranze sulla scelta dell’amministrazione
Lettura 1 min.Barzago
Il campetto da calcio a 7 in erba sintetica di via Leopardi a Barzago non è più a libero utilizzo: col nuovo regolamento approvato dall’amministrazione comunale, si chiude un’era. Per giocare, occorrerà la prenotazione, da effettuare al bar del centro sportivo, firmata da un maggiorenne.
I ragazzini, insomma, dovranno chiedere a mamma, papà o eventuali fratelli maggiori di fare loro da garante e presentarsi poi nel giorno e all’ora stabiliti. Il giro di vite è, secondo l’assessore Emanuele Silvio Mauri, «indispensabile dato che il manto è stato rovinato dall’utilizzo improprio avvenuto finora, con un preventivo di 90.000 euro per il rifacimento. Ciò che vogliamo, per il futuro, è salvare capra e cavoli, cioè campetto e giocatori: prenotando, chi ritira le chiavi ne è responsabile, inoltre si razionalizza l’uso».
Rimarca però il consigliere di minoranza Michele Bianco: «È un tradimento del motivo stesso per cui il campo è nato. Lo scopo di questo impianto è di dare ai ragazzi la possibilità di aggregarsi liberamente: anche a quelli che magari stanno ad annoiarsi nel parcheggio del supermercato, con tutte le possibili conseguenze, e invece fino adesso hanno l’alternativa di andare a tirare quattro calci al pallone. Con la chiusura di questo spazio al gioco libero, non ne restano altri a Barzago: non si può accedere al campo dell’oratorio e ora nemmeno a questo di via Leopardi, con la differenza sostanziale che la parrocchia è una realtà comunque privata, mentre il Comune ha il dovere di farsi carico del tema giovanile e sociale a 360 gradi».
Per la consigliera di maggioranza Raffaella Bonfanti «la realtà è che, attualmente, il campetto non sta affatto rispondendo alle necessità sociali di Barzago: anzitutto non è quasi mai utilizzato dai nostri ragazzi, bensì da gruppi che vengono da fuori e non di rado bullizzano (per così dire) i ragazzini che trovano all’interno, scacciandoli e prendendo possesso del campetto dove entrano persino in monopattino, stanno sdraiati ad ascoltare la musica, mangiano: tutte cose che nulla c’entrano e possono fare altrove. Il regolamento - per Bonfanti - consentirà di evitare tutto questo poiché chi ha prenotato gioca e gli altri (appena avremo sistemato i cancelli) non entra».
Per Bianco «non sarà così semplice: il sabato pomeriggio o in orario serale, chi effettuerà i controlli? Se i ragazzini sono sul campo e arrivano i bulli, chi interviene? Chiamiamo i carabinieri per una partitella? Quanto al resto delle violazioni, come i vandalismi, non sarà certo il nuovo regolamento a impedirli, tanto più in un contesto come il centro sportivo di Barzago, che non è efficacemente recintabile». Per Bianco «il gioco libero può essere soppresso solo mettendo a disposizione contemporaneamente un altro spazio, anche meno pregiato: non si può soltanto dire ai ragazzini che, da oggi, non hanno più un luogo per giocare a meno che li accompagni la mamma. Peraltro, il campo è da rifare semplicemente perché ha quasi dieci anni di vita, non per chissà quale altra motivazione».
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