Bypass e tangenzialina di Molteno, il circolo Ilaria Alpi: «Consumo di suolo e costi triplicati»

Il Circolo Ambiente Ilaria Alpi contesta la costruzione di un bypass e una tangenzialina a Molteno. Si teme un pesante consumo di suolo agricolo e un aumento dei costi, con dubbi sull’efficacia delle opere idrauliche.

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Molteno

Gli ecologisti contestano il «pesante consumo di suolo e costi triplicati per il bypass dei torrenti Bevera-Gandaloglio». Sottolinea il presidente del “Circolo Ambiente Ilaria Alpi”, Roberto Fumagalli: «Tra bypass e tangenzialina di Raviola, a Molteno verrà cementificato quasi un ettaro di terreno agricolo. Bisogna abbandonare entrambi i progetti, se davvero si ha a cuore la salvaguardia idraulica del territorio». Secondo gli esperti e il Comune di Molteno, invece, il bypass «consentirà la compensazione idraulica», legata anche alla costruzione della nuova tangenziale di Raviola «col paradosso - fa notare però Fumagalli - che costerà più della tangenzialina stessa e consumerà più suolo. Infatti, i costi della nuova strada potrebbero raggiungere quasi 2 milioni di euro, mentre quelli del bypass sono già lievitati a 2 milioni e 300 mila euro. Come “Circolo Ambiente Ilaria Alpi” ribadiamo la nostra totale contrarietà alle due opere, sia per i danni ambientali sia per i costi pubblici. Da progetto, la tangenzialina di Raviola dovrebbe correre in parallelo al corso del Bevera, rischiando così di ridurre la capacità di esondazione naturale del torrente in caso di forti piogge. La pessima soluzione trovata dal Comune di Molteno e dai tecnici idraulici è quella del bypass Bevera-Gandaloglio, con la funzione proprio di compensare l’effetto di arginatura causato dalla nuova strada. In realtà, la spiegazione fornita finora è un’altra: dopo la realizzazione di una parte del progetto anti allagamenti in territorio di Oggiono, i comuni a valle - anzitutto Molteno - hanno purtroppo continuato ad essere inondati dalle piene del Bevera: da ciò l’idea - dopo avere scolmato il Gandaloglio - di bypassare nel suo letto parte del Bevera in piena».

Prosegue Fumagalli: «La somma dei costi del bypass e della tangenzialina sta lievitando oltre i 4 milioni di euro: uniti ai circa 10 milioni per la vasca di laminazione sul Gandaloglio, determinano un dispendio incredibile per il nostro territorio. Ma quel che è peggio: tutte queste opere (tangenzialina, bypass e vasca di laminazione) rischiano di danneggiare l’equilibrio ecologico dei torrenti Bevera e Gandaloglio. Oltretutto come “Circolo Ambiente Ilaria Alpi” nutriamo forti dubbi sull’effettivo funzionamento delle opere di regimazione: infatti secondo il progetto ipotizzato, le acque di piena del torrente Bevera dovrebbero deviare nel bypass, facendo una curva a 90 gradi. Però non è sicuro che il Bevera, essendo un torrente naturale e non un canale artificiale, in caso di forti piene riesca a deviare ad angolo retto, anziché esondare a monte o a valle del bypass stesso. Il rischio - conclude Fumagalli - è quindi che, nonostante avere danneggiato il territorio con la tangenzialina e col bypass, il sistema di deviazione delle acque di piena poi non funzioni. Oltretutto il bypass, paradossalmente, rischia di consumare più suolo rispetto alla tangenzialina: infatti in base ai rispettivi progetti, la strada avrebbe una larghezza di circa 8 metri per una lunghezza di circa 350 metri, mentre il bypass avrebbe una larghezza media di 16 metri per oltre 400 metri. In totale - tra tangenzialina e bypass - avremmo una cementificazione di quasi 10 mila metri quadri, nel comune che già oggi è di gran lunga il più cementificato della provincia».

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