Cronaca / Oggiono e Brianza
Domenica 27 Settembre 2026
Garbagnate, lavori per evitare altri allagamenti. Svincolo e sottopasso chiusi per un mese
Anas ha comunicato importanti modifiche alla viabilità a partire da domani Sistemazione idraulica e realizzazione di un sistema di smaltimento delle acque meteoriche
Lettura 1 min.Garbagnate Monastero
Chiudono da domani, per quasi un mese, lo svincolo e il sottopasso della statale 36 all’altezza di Garbagnate Monastero: Anas comunica «importanti modifiche alla viabilità per rendere possibili i lavori di sistemazione idraulica e di realizzazione del nuovo sistema di smaltimento delle acque meteoriche.
Il tratto interessato della Ss36 del Lago di Como e dello Spluga - precisa - è tra il km 36+500 e il km 36+600, con conseguente chiusura del sottopasso al km 36+640».
Il provvedimento entrerà in vigore dalle 8 di domani , fino alle 16 del 21 ottobre: il sottopasso sarà inaccessibile sia da via Europa, sia da via Via Vittorio Veneto, ma dalla Ss36 in direzione Milano sarà permesso ai residenti e alle attività commerciali e industriali presenti nella zona. I lavori sono fondamentali per prevenire i già frequenti allagamenti del sottopasso della statale 36 in zona San Martino, durante gli eventi meteorologici di forte intensità. Il sindaco di Garbagnate, Mauro Colombo, «a nome di tutta l’amministrazione comunale» ribadisce «un sentito ringraziamento alla dirigenza Anas di Milano e a tutti i tecnici coinvolti, per l’impegno dimostrato per arrivare a questo punto. L’opera, una volta completata, consentirà di migliorare significativamente la gestione delle acque piovane, riducendo appunto il rischio di allagamenti e garantendo maggiore sicurezza per cittadini e automobilisti. Il problema del possibile allagamento del sottopasso della statale 36 - ricorda Colombo - si trascina da decenni. Il palliativo del semaforo, introdotto da qualche anno e che diventa rosso in presenza d’acqua, ha aiutato, ma non ha del tutto risolto»: infatti, gli allagamenti sono in qualche caso continuato e c’è sempre il rischio che gli automobilisti, rimanendo incolonnati, tentino di passare ugualmente finendo in panne, con inoltre le portiere bloccate dall’acqua, sia piovana sia proveniente dalla roggia in piena. È successo tempo fa a una 28enne, alla guida della propria “Fiat Punto”: si ritrovò in panne in 70 centimetri, a metà del sottopassaggio; allertò i soccorsi col telefonino. In seguito accadde ripetutamente, anche a un camper. In precedenza, nel 2011, un altro automobilista intrappolato, che rischiò di annegare, fece poi causa e Anas fu condannata dal Tribunale di Roma. L’acqua, oltre che piovana, proviene dal sistema idrico composto dalle vicine rogge, che straripano; raggiunge molto rapidamente livelli tali da minacciare il motore e gli abitacoli dei veicoli. Da parte di Anas si è trattato ora di «definire una soluzione mediante lo studio idrogeologico dell’intero bacino, tenendo conto sia della necessità del collettamento della roggia nell’area di deflusso a ovest della statale 36, sia della difficoltà costituita da un territorio fortemente urbanizzato, antropizzato e con attività e residenze», come già chiarito alla stampa dagli ingegneri Angelo Algieri e Marcello Buonamico.
Il progetto di Anas è stato «elaborato calcolando la massima portata con un tempo di ritorno di 200 anni: consiste nel raddoppio della capacità del sistema attuale di raccolta delle acque e nella revisione della pendenza delle infrastrutture di collettamento». Un milione di euro circa è il costo previsto.
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