Oggiono: via Crucis con l’arcivescovo. «Troppi ragazzi ossessionati dal corpo»

La denuncia contro il body shaming: «Ragazzi intelligenti, belli, si sentono inadatti alla vita. Incapaci di meritare l’amore, si vergognano di essere come sono»

Oggiono

Ha toccato anche il drammatico e attualissimo tema del body shaming, l’omelia dell’ Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, al termine della Via Crucis celebrata a Oggiono ieri sera per tutta la Zona pastorale III di Lecco.

«Camminano sulla faccia della terra i figli degli uomini. Il peso della vita - ha detto Delpini parlando in piazza Alta davanti a centinaia di fedeli - è talora troppo insopportabile. Le condizioni di salute ti bloccano; si incontrano perciò uomini e donne che non hanno forza, che non sono nelle condizioni per affrontare le fatiche e cadono».

L’Arcivescovo ha reso concreto il Calvario di Cristo: «Sulla faccia della terra, per i figli e le figlie degli uomini il corpo diventa motivo di imbarazzo: pensano di essere troppo piccoli, troppo alti, troppo grassi, troppo magri. Il corpo diventa un’ossessione che può rendere difficile la vita». Delpini lo ha detto peraltro a poche ore dalla notizia della svolta nelle indagini per istigazione al suicidio del 14enne di Latina Paolo Mendico, da parte dei coetanei. Ha affermato: «Ragazzi intelligenti, belli, si sentono inadatti alla vita. Incapaci di meritare l’amore, si vergognano di essere come sono. Come se una voce sprezzante, con diverse parole e linguaggi, continuasse a insinuare: “Tu non sei adatto alla vita”. La verità di Dio si manifesta invece proprio nella debolezza che - è il messaggio di Delpini - viene sconfitta, e nella fragilità scoraggiante: Gesù manifesta lì la sua gloria».

La città di Oggiono è tornata ad accogliere l’Arcivescovo di Milano, con altri prelati, il prevosto di Oggiono don Maurizio Mottadelli, e i sacerdoti di tutto il territorio. Oltre all’esperienza intensa, caratterizzata da profonda riflessione spirituale e umana, è stato compiuto il generoso gesto di donare alle suore della Bernaga tutte le offerte raccolte nell’occasione, donate dall’imponente folla. Come è noto, il monastero - situato in località Lissolo, antichissimo e luogo della Prima comunione di san Carlo Acutis - è andato distrutto nei mesi scorsi in un pauroso incendio. La Via Crucis a Oggiono è ormai quasi una tradizione, molto attesa e che si sta ripetendo annualmente: è sempre molto elevata la presenza dei fedeli. La partenza è avvenuta dal sagrato della chiesa prepositurale di Sant’Eufemia, poi compiendo un anello tra le vie Marco D’Oggiono, Longoni e Primo Maggio, passando per le piazze Sironi e Garibaldi. Le scenografie in costume delle stazioni della Via Crucis, nonché una parte dell’accoglienza rivolta ai fedeli, sono stati frutto della preparazione e dell’organizzazione dalla Pro loco di Oggiono. Inoltre, è stato come sempre efficiente il supporto delle forze dell’ordine e di squadre di volontari per gestire l’afflusso in condizioni di sicurezza. La Via Crucis si è conclusa proprio con l’omelia dell’Arcivescovo pronunciata in piazza Alta. Al termine, don Maurizio Mottadelli ha annunciato che «monsignor Delpini tornerà a Oggiono il 24 maggio per celebrare, all’alba, l’ottantesimo anniversario della posa della Croce che sovrasta proprio piazza Alta».

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