Bocciata la settimana corta alle medie. I genitori traditi: «Ignorato il sondaggio»

Il sabato libero era stato richiesto dall’85.99% delle famiglie della Niccolò Tommaseo. È valso il risultato di Cremeno cui fa capo il plesso. «Chiediamo un incontro con la dirigente»

Introbio

Bocciata la settimana corta alle medie “Niccolò Tommaseo” di Introbio chiesta dall’85,99% dei genitori a seguito del sondaggio ufficiale fatto dalla scuola tra aprile e maggio scorsi.

I genitori si sentono traditi dalla decisione del Consiglio d’istituto dell’Ics “San Giovanni Bosco” di Cremeno di sui il plesso è sezione.

«Servono chiarimenti»

«Vogliamo chiarimenti – dichiara la portavoce Valentina Baruffaldi – perché la dirigente ci ha liquidato con due righe sull’applicazione “Classe viva” dicendo che l’orario per il 2026 sarà dal lunedì al sabato. Non ha spiegato il perché. Ci sono però arrivate voci da chi fa parte del Consiglio che partirà dal 2027. Lo vogliamo però che sia detto per iscritto. Vogliamo parlarne per capire perché non dal 2026, visto che l’86% delle famiglie lo aveva chiesto. Quindi abbiamo chiesto un ncontro con la dirigente». Stefania Perego preside dell’istituto Bertacchi di Lecco è la reggente che è arrivata a Cremeno al posto di Gianfranco Bonomi Boseggia che lo scorso anno si era dimostrato subito disponibile alla richiesta quando i genitori gli avevano presentato una raccolta di 313 firme, promuovendo il sondaggio ufficiale.

A fine anno ha però temporeggiato e vestito i panni di Ponzio Pilato: aveva scritto dicendo che in caso di sondaggio favorevole, come è poi stato, la settimana corta sarebbe partita del 2026 però: «A giugno, quando è stato convocato l’ultimo Consiglio d’istituto, non si è presentato quindi è stato rimandato tutto alla nuova dirigente che ha fatto valere ciò che ha deciso il collegio docenti. – continua Baruffaldi – Introbio era per il sì, Cremeno per il no e sommando i due plessi, ha vinto Cremeno per tre voti».

Oltre che parlare con la dirigente, i genitori vogliono incontrare anche il Provveditore agli studi:

«Siamo stanchi di avere una reggenza perché ci sta creando solo dei disagi. Tutto il lavoro fatto in questi anni – ricorda la mamma riprendendo il tema della settimana corta – va avanti all’infinito. È da dieci anni che raccogliamo firme per averla.

Attività sportive

Non pensiamo al nostro orticello ma al futuro dei nostri figli. Nella classe del mio, sabato su diciassette erano assenti sette ragazzi che hanno impegni di sport. I programmi vanno avanti e loro restano svantaggiati».

La spinta a chiedere la settimana corta era stata tra l’altro la diffusa esigenza di permettere ai ragazzi di non perdere ore di lezione al sabato quando molti sono impegnati in attività sportive, spalmando il sabato con un ora in più sugli altri giorni, dalle 8 alle 14 anziché dalle 8 alle 13.

In attesa dell’incontro chiarificatore con la dirigente i genitori che hanno appoggiato la raccolta firme sono stati invitati a temporeggiare sull’iscrizione alle medie, visto che la scadenza è al 14 febbraio e non ci sono problemi di limiti di posti.

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