Cronaca / Valsassina
Martedì 06 Ottobre 2026
Casargo, chiude l’ultimo alimentari
L’”Alimentari Adamoli” abbassa le serrande dopo anni di servizio alle frazioni dell’Alta Valsassina e alla zona di Vendrogno.
Lettura 1 min.Casargo
Non è solo la chiusura di uno storico negozio, ma anche la perdita di un punto di riferimento per la vita e l’identità di una comunità. Ha abbassato le serrande l’ultimo negozio di alimentari della zona, “Alimentari Adamoli” a Narro, frazione di Casargo. Un’attività che per anni è stata un servizio importante per le frazioni montane dell’Alta Valsassina e per la zona di Vendrogno, dal 2020 incorporata nel Comune di Bellano. È stato l’ultimo degli undici negozi alimentari presenti lungo il territorio, da Vendrogno a Casargo, a chiudere. Una serranda che si abbassa e che lascia ancora più scoperta una zona dove i servizi, soprattutto per chi vive tutto l’anno in montagna, sono sempre meno.
A intervenire sulla situazione è l’ex sindaco di Vendrogno, dal 2004 al 2014, Pierandrea Acerboni. «È un segnale negativo perché una volta chiuso non lo riapriamo più. Ma il problema della chiusura dei negozi non è che è chiuso solo il negozio». Secondo Acerboni, infatti, il problema è molto più ampio e riguarda il ruolo che questi piccoli esercizi commerciali hanno sempre avuto nei paesi di montagna. «Era il punto di riferimento delle persone. Quelli che venivano da lui a fare la spesa gli chiedevano anche delle informazioni. Non c’è più nemmeno questa possibilità». L’“Alimentari Adamoli”, dunque, non era soltanto il luogo dove acquistare generi alimentari, ma anche uno spazio di relazione, dove si mantenevano vivi i rapporti all’interno della comunità. «La montagna, pur essendo baciata dal sole, è un bellissimo posto, ma ha bisogno di essere vissuta – sostiene l’ex sindaco -. Per essere vissuta e per tenere la gente, giovane o meno giovane, dobbiamo avere dei servizi». A Narro resta il servizio di trasporto pubblico che permette ai bambini di raggiungere le scuole. Anche in questo caso, però, secondo Acerboni, ci sono costi e difficoltà che rischiano di spingere le famiglie a spostarsi verso i centri dove i servizi sono maggiori. «Abbiamo bisogno che la politica, invece di parlare tanto e non aiutarci, aiuti di più le montagne a tenere la gente sul territorio. Non bisogna aspettare che vadano via e poi, quando i buoi sono scappati, chiudere la porta».
L’ex sindaco di Vendrogno lancia quindi un appello a ragionare sul futuro della montagna. «Dobbiamo sederci assieme a un tavolo e portare i problemi degli abitanti della montagna, per vedere se qualcuno riesce a capire che, se mancano i cittadini, aumentano i cinghiali, aumentano le bestie selvatiche e distruggono tutto il territorio». A parlare della situazione è anche Renato Adamoli, titolare del negozio appena chiuso. Tra i problemi evidenziati c’è quello legato ai costi degli spostamenti degli studenti. «Ci sono i pulmini che portano i ragazzi a scuola, però devono pagare l’abbonamento. Vai a Lecco e i ragazzi spendono 100 euro al mese di abbonamento. L’abbonamento del pulmino dovrebbe pagarlo la Provincia, la Regione, il Comune». Il rischio, secondo Adamoli, è che anche le famiglie più giovani siano costrette a scegliere tra continuare a vivere in montagna affrontando sacrifici e costi oppure trasferirsi più vicino ai servizi.
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