Nameless Festival 2026 al via: Lecco capitale della musica elettronica

L’evento ha aperto con il botto al Bione attirando migliaia di persone da tutta Italia e dall’estero

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Lecco

Ha preso il via dopo mesi di attesa, e si è aperto con il botto il Nameless Festival 2026, tornato dopo tredici anni a Lecco – dopo anni in Valsassina e poi in Brianza –, in una veste internazionale e con tre palchi in più rispetto alle prime edizioni. Il centro sportivo Bione, “trasformato” per l’occasione per garantire la tutela e il mantenimento delle infrastrutture e delle piste a uso delle società e degli sportivi, come tutti i grandi centri in cui sport, musica e spettacolo sanno coesistere, ha infatti accolto fin dal primo pomeriggio migliaia di persone provenienti da tutta Italia e dall’estero, in un clima di entusiasmo che ha accompagnato l’intera giornata inaugurale della manifestazione, in cui si stimano circa 30mila presenze.

Tanti gli stranieri che hanno scelto di raggiungere Lecco e il suo lago anche per assistere all’esibizione serale di Calvin Harris, il dj e produttore scozzese che mancava dall’italia da tredici anni: è stato infatti impossibile non accorgersi fin dai primi passi verso l’area del festival della forte presenza internazionale che caratterizza ormai il Nameless. Lungo i percorsi di accesso e ai varchi d’ingresso, accanto all’italiano risuonavano lingue diverse, in particolare inglese e tedesco, testimonianza di un pubblico arrivato a Lecco da numerosi paesi europei. L’età media si è confermata giovane, ma il festival non ha richiamato soltanto ventenni: tra la folla presenti anche molti appassionati della musica elettronica di età differenti, accomunati dalla voglia di vivere l’evento. A fare da cornice alla giornata un clima di festa diffuso, tra palloncini, gadget distribuiti dagli sponsor, outfit eccentrici e travestimenti che hanno contribuito a rendere ancora più vivace l’atmosfera del Bione.

La prima giornata ha così confermato fin dalle prime ore la dimensione internazionale raggiunta dal Nameless Festival, con migliaia di presenze, tanti visitatori stranieri e un’atmosfera che ha trasformato il Bione nel centro della musica elettronica europea.

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