Premana, cresce la paura per i lupi: «Come ci difendiamo?»

Si moltiplicano gli avvistamenti e gli attacchi. Il Comitato regionale Grandi Carnivori cerca soluzioni e presto sarà disponibile un’app per segnalazioni.

Premana

Si avvicina la stagione delle escursioni e della monticazione e cresce l’apprensione per la presenza del lupo sugli alpeggi di Premana. La prima documentata risale alla notte del 3 novembre, immortalata da una fototrappola che vede due esemplari aggirarsi all’alpe Forni e la seconda, a Pezzapraa, è dello scorso 17 febbraio. Immagini che girano sui social ed alimentano le preoccupazioni nei discorsi comuni.

Anche il sindaco Elide Codega ne è a conoscenza: «Purtroppo sono ovunque. Abbiamo sottoposto il problema alla Regione tramite i consiglieri regionali», afferma. «Il lupo non è pericoloso per le persone, ma quando passeggiamo nel bosco con un nostro cane c’è il rischio che ci attacchi. Il rischio è anche per i nostri allevatori che vanno sugli alpeggi a monticare».

Una delle difese comunemente indicate per proteggere il gregge è quella di dotarsi dei cani che lo difendono ed uno dei più utilizzati è il maremmano che poi diventa però anche un problema per l’escursionista che dovesse avvicinarsi troppo.

«Abbiamo vissuto il problema nelle ultime due estati. I cani che hanno i nostri allevatori, già da quanto era emerso in un incontro con il veterinario dell’Ats – ricorda il sindaco – devono essere addestrati a non attaccare le persone. Altrimenti diventa incompatibile l’uso degli alpeggi e la nostra spinta ad incrementare il turismo. Bisogna chiarire tante cose, capire come muoverci. Qualche tempo fa un nostro cacciatore ci aveva detto che da noi il lupo sarebbe passato senza fermarsi perché non c’è selvaggina».

I fatti sembrano invece confermare la presenza da qualche mese, se non dalla scorsa estate, quando sono state sbranate alcune capre all’alpe Varrone.

«Più che segnalare, non possiamo fare. Se il lupo rimane specie protetta – prosegue Codega – e c’è la monticazione, come ci difendiamo? I maremmani se non sono addestrati non servono. Il rischio alto è che si montichi più e va analizzato il problema. I lupi sono diventati troppi, non è più sufficiente la selvaggina e si avvicinano sempre di più alle abitazioni o alle stalle dove possono trovare da mangiare. Prevedo un’estate molto a rischio per gli allevatori».

Qualcosa si muove al Pirellone, dove è stato istituito e riunito il Comitato di indirizzo regionale grandi carnivori 2026 e presto sarà attiva la nuova app “Grandi carnivori”, destinata agli addetti ai lavori per il monitoraggio della specie, con la quale sarà possibile segnalare e documentare in tempo reale avvistamenti e tracce sul territorio.

Il lupo è stato declassato dalla direttiva europea Habitat, recepita a metà mese dal Senato, da “rigorosamente protetta” a “protetta”, ma ciò non rende ancora la specie cacciabile, ma solo l’abbattimento di singoli esemplari nei casi in cui le misure di contenimento risultano inefficaci.

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