Bormio, tangenzialina dell’Alute: Cavazzi frena il dibattito pubblico e attende il Tar

Niente assemblee per ora: il sindaco rivendica il ruolo del Consiglio comunale come sede del confronto.I ter fermo in attesa della sentenza del Tar sul ricorso contro il Paur: decisione entro 60 giorni

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Bormio

Niente assemblee pubbliche, almeno per ora. Sulla discussa tangenzialina dell’Alute il sindaco di Bormio Silvia Cavazzi sceglie la linea della prudenza istituzionale e rinvia ogni confronto all’interno del Consiglio comunale, in attesa della sentenza del Tar.

È questo il senso della comunicazione letta dalla prima cittadina nel corso della seduta consiliare di questa sera. Cavazzi ha deciso di intervenire ufficialmente per chiarire la posizione dell’Amministrazione su un tema che continua a sollevare attenzione e richieste di confronto da parte della cittadinanza.

«Da più parti, con insistenza, vengo sollecitata a convocare assemblee pubbliche sul tema», ha spiegato il sindaco, sottolineando però come ritenga che «sia il Consiglio comunale il contesto nel quale parlare». Una scelta motivata dal ruolo istituzionale: «È proprio qui che esercito il ruolo di sindaco, conferitomi dai cittadini con il loro voto».

Nel suo intervento, Cavazzi ha rimarcato il valore del Consiglio come «massima espressione della democrazia partecipativa», evidenziando la volontà di affrontare la questione in questa sede «nel rispetto dei cittadini di Bormio, di tutti, e dell’istituzione comunale».

La sindaca ha poi fatto il punto sull’iter amministrativo e sul contenzioso in corso. Venerdì 22 maggio si è infatti tenuta l’udienza davanti al Tar, a seguito del ricorso presentato dal Comitato per l’Alute e da altri soggetti contro il Paur (Provvedimento Autorizzativo Unico Regionale). Per conoscere l’esito bisognerà attendere: la sentenza è prevista entro 60 giorni.

«La situazione è dunque ferma», ha chiarito Cavazzi, ribadendo la posizione dell’Amministrazione in questa fase: «Nel rispetto di chi ha presentato il ricorso e di coloro i quali l’hanno esaminato, non intendiamo replicare né assumere iniziative».

Ogni valutazione è rinviata dunque a dopo il pronunciamento dei giudici amministrativi. «All’indomani della sentenza, ci sarà tempo per valutarla e per entrare nel merito della questione», ha concluso il sindaco.

Per ora, quindi, sulla tangenzialina dell’Alute la parola resta al Tar. E il dibattito pubblico, almeno fuori dall’aula consiliare, dovrà attendere.

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