Politica / Merate e Casatese
Mercoledì 01 Luglio 2026
Critiche al nuovo ponte tra Paderno e Trezzo: i sindaci protestano
I sindaci criticano la scelta di Regione e Rfi. «La situazione rischia di peggiorare»
Lettura 1 min.Paderno d’Adda
Per i sindaci dell’Isola bergamasca, del Meratese e dell’Alto vimercatese costruire il nuovo ponte a ridosso del San Michele serve a poco, anzi rischia di peggiorare la situazione esistente, già critica. Insomma, peggio la toppa del buco. È una bocciatura corale e senza appello delle decisioni della Regione e di Rfi di escludere qualunque ipotesi di costruire un viadotto un chilometro e mezzo più a sud solo per le auto, la cosiddetta proposta dei sindaci, lasciando il ponte vicino al San Michele solo per i treni. Tra l’altro proprio la Regione ha sostenamente la necessità di un altro ponte tra Paderno e Trezzo, all’altezza di Cornate. Ben 43 sindaci hanno scritto ieri a Regione e Rfi mettendo nero su bianco quello che pensano. In estrema sintesi, che il ponte unico non va bene, che vicino al San Michele causerà più danni di quelli che risolve, che pensare di far passare treni merci di notte da Carnate a Ponte San Pietro passando da Paderno e Calusco è assurdo. Ormai a bocciare l’ipotesi difesa dalla Regione e fatta propria da Rfi – che pure vorrebbe farsi il proprio ponte senza auto - sono tutti, anche Calusco d’Adda, che da sempre vuole mantenere sul proprio territorio un collegamento con la sponda lecchese, ha firmato. Ecco l’incipit della lettera: «Nessuno degli scenari presentati dall’ente ferroviario tra quelli posti a dibattito pubblico e quelli messi attualmente alla base del concorso di progettazione risponde adeguatamente alle esigenze del territorio, per i diversi motivi ampiamente descritti nelle osservazioni dei singoli enti».
I sindaci non vanno per il sottile: «Anzi, alcuni scenari rischiano di acuire le difficoltà esistenti, aggravando le criticità già presenti nei rispettivi ambiti territoriali e compromettendo la qualità della vita dei cittadini e la tutela del patrimonio locale». Chiedono sostanzialmente che i politici regionali si facciano da parte e non interferiscano più con la scelta della soluzione migliore per ragioni ideologiche o di calcolo politico: «Si ritiene pertanto necessario che in fase progettuale i progettisti siano liberi di proporre alternative migliori, anche tenendo conto delle osservazioni formulate dagli enti locali e dalle comunità interessate, nonché valutazioni comparative più trasparenti e articolate (compresi gli effetti cumulativi delle opere) che comprendano anche analisi del traffico prospettiche». A tutti, ma proprio a tutti i sindaci delle due sponde non piace per niente che il San Michele sia stato escluso dalla candidatura all’Unesco – obbligatoria visto che si costruisce a fianco un altro ponte moderno – e pretendono che venga mantenuto in funzione fino alla realizzazione di quello o quelli nuovi: «L’attuale ponte inoltre dovrà restare in servizio fino alla realizzazione della nuova struttura e comunque per tutta la durata dei lavori».
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