Delrio fa il miracolo: in piazza con Gattinoni anche Brivio e i “dissidenti”

Il leader di Comunità democratica ricompatta il mondo dei cattolici moderati in rotta con il sindaco uscente. «Al ballottaggio ogni voto conta», dichiara l’ex ministro

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Lecco

«Trump non ha paura dei capi dei democratici. Meloni non ha paura della nostra opposizione ma ha paura di voi. Quando i giovani sono andati a votare all’ultimo referendum dicendo “vi occupate di una cosa che non ci interessa» hanno fatto paura. Il messaggio è arrivato forte e chiaro”. Aveva un obiettivo politico evidente l’iniziativa del centrosinistra con protagonisti il senatore Pd Graziano Delrio e l’ex consigliere regionale dem Fabio Pizzul: parlare a quell’area cattolica e moderata composta da personalità che nel corso degli scorsi mesi avevano preso posizioni sempre più critiche verso l’amministrazione guidata da Mauro Gattinoni. Del resto, l’ex Ministro alle infrastrutture è il leader di Comunità democratica, la corrente cattolica del Partito democratico a cui sul piano locale fanno riferimento figure come Virginio Brivio, Mauro Frigerio e Stefano Citterio. Tutti erano presenti in piazza Era a Pescarenico ad ascoltare il senatore, così come c’era anche l’ex consigliere del Pd Antonio Pattarini. «Questa partita si vince nelle case. – ha sottolineato Delrio - Si vince facendo riflettere le persone sul fatto che ci sono sempre due modelli di comunità. Noi non abbiamo nessuna indulgenza verso chi ruba o compie rapine ma non abbiamo nessuna indulgenza nemmeno verso chi ci invita a odiare gli altri e a trovare negli altri la causa dei nostri mali. Quando un sindaco dice “rifaccio una piazza o una scuola” non sta trasmettendo solo l’efficienza di un’amministrazione: per fare in modo che ciò che si fa duri bisogna avere un’idea della convivenza tra le persone e delle priorità di una comunità».

I voti del mondo cattolico e moderato potrebbero rivelarsi decisivi nella sfida tra Gattinoni e Filippo Boscagli, candidato sindaco del centrodestra, al ballottaggio del 7 – 8 giugno. «La scelta della Repubblica al referendum ottant’anni fa ha rafforzato l’idea che ognuno di noi è padrone del suo destino e del destino della propria comunità. Il voto è importante. Se i lecchesi resteranno a casa il 7 e l’8 giugno non potranno lamentarsi» ha aggiunto Delrio. I toni degli interventi sono stati diversi da quelli, più forti, usati durante il comizio di venerdì scorso con l’europarlamentare Stefano Bonaccini. «Ad un certo punto – ha evidenziato Mauro Gattinoni - a Lecco avevamo aperti 43 cantieri in contemporanea. La nostra scelta era tra fare e non fare. Non ci saremmo mai perdonati di non fare una scuola o un asilo. Siamo consapevoli che in quel momento abbiamo chiesto un sacrificio in più ai lecchesi di sopportazione e pazienza. Ha ragione chi mi dice “avresti dovuto comunicarlo meglio alle persone, spiegare e condividere”. Spiegare e condividere esige tempo e noi quel tempo non lo abbiamo avuto purtroppo. Nei prossimi quattro giorni serve l’impegno nel recuperare voti, spiegare ai lecchesi perché a loro conviene che questo progetto di città prosegue».

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