Elezioni, Filippo Boscagli è il nuovo sindaco di Lecco

Il candidato del centrodestra Filippo Boscagli ha battuto il sindaco uscente e candidato del centrosinistra Mauro Gattinoni con il 52,04% delle preferenze. L’affluenza si ferma al 59,29%, un punto in meno rispetto al primo turno

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Lecco

Filippo Boscagli è il nuovo sindaco di Lecco. Il candidato del centrodestra ha ottenuto il 52,04% delle preferenze staccando il sindaco uscente e candidato del centrosinistra Mauro Gattinoni che si ferma al 47,96%. Precisamente 11.905 voti per Boscagli e 10.973 per Gattinoni. Al centrodestra andranno 20 seggi, al centrosinistra 11 e 1 a Orizzonte per Lecco.

Filippo Boscagli è il nuovo sindaco di Lecco

Mauro Gattinoni commenta i risultati elettorali

Boscagli in vantaggio di 800 punti quando mancano 3 sezioni

Boscagli in vantaggio: 600 voti di differenza quando mancano 5 sezioni

Parziale dopo 34 sezioni: Boscagli 51.2% - Gattinoni 48.8%

Parziale dopo 30 sezioni : Boscagli 51% - Gattinoni 49%

Parziale dopo 21 sezioniI: Boscagli 50% - Gattinoni 50%

Dopo 14 seggi: 50% Boscagli - 50% Gattinoni

Dopo 8 sezioni: 52% Boscagli - 48% Gattinoni

Affluenza

Si è chiuso alle 15 il ballottaggio tra il sindaco uscente Mauro Gattinoni e lo sfidante Filippo Boscagli. L’affluenza definitiva si è attestata intorno al 59,29%, in lieve calo rispetto al 60,46% del primo turno. Un risultato che ridimensiona, a posteriori, l’impressione di una partecipazione eccezionale che aveva accompagnato la giornata di domenica.

Per tutta la prima giornata, infatti, si era votato più del primo turno: di un punto e mezzo alle 12, con Lecco prima tra i 42 comuni al voto alle 19, ancora avanti alla chiusura di domenica sera. Ma quel vantaggio si è dissolto nella coda del lunedì: la partecipazione del secondo giorno è stata più contenuta che a maggio, e il totale è sceso sotto il primo turno. Lo confermano i numeri: 31 sezioni su 41 chiudono in calo rispetto al primo turno, appena 9 in crescita.

Si conferma così, nella sostanza, la tradizione lecchese dei ballottaggi che demobilitano, anche se in misura assai più lieve del passato: nel 2020 il calo tra primo e secondo turno fu di oltre sei punti, stavolta è inferiore al punto. Una tenuta, non un crollo, ma neppure lo slancio che era sembrato di intravedere.

Nella tabella i dati in aggiornamento sezione per sezione:

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