Politica / Circondario
Mercoledì 27 Maggio 2026
Elezioni a Lecco: i commenti di Rusconi, Nava e Castelli
Le strategie verso il ballottaggio secondo Antonio Rusconi (Pd), Daniele Nava (Lega) e Roberto Castelli (Partito popolare del Nord)
Lettura 2 min.Lecco
«Finora gli altri candidati hanno detto cosa ha sbagliato Gattinoni e Gattinoni ha rivendicato quanto fatto in questi anni. Ora i due candidati rimasti in campo devono dire che progetto hanno per il futuro di Lecco». Antonio Rusconi, ex sindaco di Valmadrera e già parlamentare Pd di lungo corso, si attendeva le percentuali emerse dal primo turno delle comunali di Lecco 2026. «Avevo previsto Boscagli al 45%, Gattinoni al 40%, Fumagalli all’8% e le due liste autonomiste più alte. – osserva Rusconi - Mi aspettavo percentuali più alte degli altri candidati mentre il distacco tra Boscagli e Gattinoni era quello che mi aspettavo, al di là di chi diceva che avrebbe vinto al primo turno. Credo che i due candidati rimasti in campo non dovrebbero avere la preoccupazione di farsi amico questo o quel gruppo ma di fare una proposta alla città che intercetti quei mondi che al primo turno non sono andati a votare oppure hanno votato altri candidati».
Per Daniele Nava, già presidente della Provincia e sottosegretario regionale, «l’esito del primo turno dice che dopo sei anni di governo di Mauro Gattinoni e del centrosinistra la città non è soddisfatta e vuole un cambiamento». «Se la partita fosse finita al primo turno avremmo vinto noi. – prosegue l’esponente della Lega – La legge elettorale a doppio turno storicamente favorisce la sinistra che riesce a compattare più voti al ballottaggio. La scorsa volta abbiamo perso per trenta voti ma erano due candidati entrambi nuovi e quindi era tutta un’altra storia. Secondo me in questi giorni il centrodestra deve concentrarsi sul fare di tutto per sensibilizzare il nostro elettorato ad andare a votare anche al ballottaggio». Al secondo turno del 2020 l’affluenza era calata di 7% tra primo e secondo turno, equivalenti a circa 2700 elettori in meno alle urne. Tra primo e secondo turno il candidato del centrodestra Peppino Ciresa aveva perso oltre 1800 voti. «Se il nostro elettorato va a votare al ballottaggio non c’è partita e si vince. – conclude Nava - Credo che dopo sei anni di amministrazione non andare oltre il risultato delle comunali 2020 non sia un esito bello per il centrosinistra anche perché un uscente può spendere le iniziative fatte durante il periodo al governo. Il centrodestra deve tenere la barra dritta su ciò che contraddistingue la nostra campagna elettorale e il nostro programma di governo concentrandosi su quelle tematiche forti e sentite dai cittadini che ci hanno permesso di avere un buon risultato come sicurezza, viabilità, lavori pubblici e decoro urbano».
Roberto Castelli, già ministro della Giustizia e candidato sindaco del centrodestra sedici anni fa, si dice innanzitutto soddisfatto per il risultato del suo Partito popolare del Nord e di Francesca Losi, poiché l’obiettivo di “raccogliere almeno quattrocento voti e superare Patto per il Nord” è stato raggiunto. «Da uomo di destra sono stato sorpreso piacevolmente dal risultato di Boscagli. – aggiunge Castelli – Ho partecipato a tutti i dibattiti e sembrava che Gattinoni dovesse stravincere visto che si portava dietro la “claque” ovunque. Secondo me adesso Gattinoni deve innanzitutto cercare di portare dalla sua parte i voti di Mauro Fumagalli e Orizzonte per Lecco. Allo stesso tempo, è necessario che i lecchesi che hanno votato centrodestra si ricordino di quanto accaduto sei anni fa e non facciano il clamoroso errore, tipico della destra, di non votare al secondo turno. Bisogna che gli elettori di destra al ballottaggio vadano a votare».
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