Elezioni Lecco, la remuntada di Gattinoni si ferma a mille voti: destra ancora a valanga in centro

L’appello al voto del sindaco uscente, nei giorni scorsi, aveva riguardato soprattutto gli indecisi e quel «rione bianco» che era il 40% degli astenuti al primo turno. Sul piatto, inoltre, c’erano circa duemila voti delle tre liste escluse (Patto per il Nord, Partito popolare del Nord e Orizzonte per Lecco).

Lettura 1 min.

Lecco

Mauro Gattinoni ha rimontato, ma non abbastanza. Al primo turno, il centrosinistra era sotto di circa 1.400 voti. L’appello al voto del sindaco uscente, nei giorni scorsi, aveva riguardato soprattutto gli indecisi e quel «rione bianco» che era il 40% degli astenuti al primo turno. Sul piatto, inoltre, c’erano circa duemila voti delle tre liste escluse (Patto per il Nord, Partito popolare del Nord e Orizzonte per Lecco).

Nel complesso, insomma, c’era un mix piuttosto variegato di possibili flussi di voto da conquistare. La campagna elettorale del ballottaggio è stata, in questo senso, molto più martellante e veemente rispetto alle settimane precedenti.

Soprattutto il centrosinistra è andato quasi all’arma bianca contro Boscagli e il centrodestra. Le parti sono arrivate ben presto al muro contro muro, ai duelli rusticani sui social, ai comunicati contrapposti a corredo di supposte gaffe o scivoloni.

Nel complesso, le urne restituiscono un recupero molto consistente del centrosinistra, che sale di fatto da 9.900 voti a 10.900. Mille voti in più che (tanto per citare casi concreti) sei anni fa erano valsi la vittoria di corto muso. Allora però il centrodestra aveva perso per strada circa 1.800 voti tra primo e secondo turno. Oggi no. Il rischio di una beffa bis ha calamitato i partiti e i candidati consiglieri a non interrompere il fluido e le comunicazioni con gli elettori.

Alla fine, anche la candidatura di Boscagli aggiunge voti al montepremi iniziale. Si passa da 11.300 a circa 11.800. Insomma, uno dei due termini che avrebbe reso possibile la remuntada non si è concretizzato: il centrosinistra ha saputo raggranellare altri mille voti, ma il centrodestra non ne ha perso per strada nemmeno uno.

Anzi, ha capitalizzato i consensi autonomisti rimasti senza bandiera e, realisticamente, una parte di Orizzonte per Lecco. Alla fine, la distanza tra Boscagli e Gattinoni si attesta al 4% dei voti, circa 900 crocette sulle schede. Troppo, anche per la gioiosa macchina da guerra rossoazzurra.

Ma guardiamo nel dettaglio delle varie sezioni cittadine, rione per rione.

Boscagli stravince in Lecco centro (oltre il 60% in 4 delle 5 sezioni), ma prevale largamente anche in uno dei due seggi di Pescarenico, e in entrambi quelli di Chiuso, dove si rovesciano clamorosamente i rapporti di forza tra centrodestra e centrosinistra.

Vittoria con distacco di Boscagli anche in quattro sezioni su cinque di Santo Stefano, in tutte quelle di Castello (in media con il 53%), al Caleotto (55%) e a Laorca (stessa quota). In compensazione, invece, i tre seggi di Belledo (due per Gattinoni, una per Boscagli), quelli di Acquate (stesso rapporto), Maggianico (due Boscagli, uno Gattinoni) e Germanedo (uno per il centrodestra e due per il centrosinistra).

Tris di Gattinoni a San Giovanni, con il centrosinistra che vince anche a Olate e Rancio. Ma, come detto, la remuntada finisce lì.

© RIPRODUZIONE RISERVATA