Emergenza acqua a Sondrio, il caso approda in consiglio comunale

Dopo la decisione di lasciare inattive alcune fontane monumentali per contenere i consumi, Futuro Insieme chiede chiarimenti all’amministrazione e sollecita una strategia di lungo periodo per garantire la disponibilità della risorsa idrica

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Sondrio

Emergenza idrica al centro del dibattito politico cittadino. Proprio nei giorni in cui il caldo eccezionale sta facendo registrare temperature oltre le medie stagionali anche in Valtellina, con il termometro che ha superato i 34 gradi nel fondovalle e con l’assenza di precipitazioni significative, il gruppo consiliare «Futuro Insieme» ha presentato un’interrogazione, a prima firma Giocondo Cerri, per chiedere chiarimenti sulla circolare emanata da Palazzo Pretorio nei giorni scorsi relativa al risparmio idrico e sulla mancata riapertura delle fontane monumentali.

La questione nasce dalla comunicazione inviata da Secam al Comune di Sondrio, in cui vengono evidenziate le criticità legate alla diminuzione delle portate delle sorgenti e ai livelli delle vasche di accumulo, conseguenza delle scarse precipitazioni invernali e primaverili. L’amministrazione comunale ha quindi deciso di non riattivare alcune fontane monumentali prive di sistemi efficienti di ricircolo, tra cui quella all’ingresso ovest in viale Milano, con l’obiettivo di evitare sprechi e garantire la disponibilità di acqua per gli usi civili e igienico-sanitari.

«Futuro Insieme» non si accontenta della spiegazione e chiede una riflessione più ampia sulla questione. Nell’interrogazione di cui si parlerà domani sera in consiglio comunale, Cerri e i suoi sottolineano come la scarsità di neve e piogge non possa più essere considerata un evento eccezionale, ma piuttosto una conseguenza dei cambiamenti climatici che ormai da anni interessano anche il territorio alpino.

Il gruppo evidenzia d’altro canto come Sondrio, per la sua collocazione geografica e per la ricchezza idrica della provincia, non dovrebbe trovarsi in condizioni di emergenza. Da qui la richiesta al sindaco e alla giunta di predisporre un piano idrico capace di affrontare le nuove condizioni climatiche e di programmare interventi strutturali.

Quanto alle fontane monumentali, «Futuro Insieme» ricorda che molti impianti funzionano attraverso sistemi di ricircolo che limitano i consumi e consentono di evitare sprechi e che la mancata attivazione di queste strutture, soprattutto in punti strategici della città, rischia di penalizzare l’immagine del capoluogo che punta sempre più sul turismo.

L’interrogazione chiede quindi di verificare la possibilità di riattivare le fontane già dotate di sistemi di ricircolo e, dove questi impianti non sono presenti, di procedere rapidamente al loro adeguamento in ottica di risparmio idrico.

Una discussione che arriva all’inizio di un’estate che si annuncia particolarmente difficile. Le temperature record di questi giorni e l’assenza di precipitazioni significative riportano infatti al centro il tema della gestione della risorsa acqua, trasformando una questione apparentemente limitata alle fontane cittadine in un problema più ampio che riguarda la capacità delle amministrazioni di adattarsi ai cambiamenti climatici.

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