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Mercoledì 20 Maggio 2026
Lecco: candidati a sindaco tra sfide demografiche e proposte
Durante l’evento organizzato da La Provincia Unica Tv si discute di servizi sociali, attrazione di giovani famiglie e supporto alla popolazione anziana
Lettura 2 min.Lecco
“Se non cambia il trend demografico, tra vent’anni ci troveremo con una città più anziana, meno abitata e dei servizi sociali più costosi”. Sono state le parole di Stefano Spreafico, uno dei due moderatori della serata assieme a Lorenzo Bonini, ma soprattutto i numeri della demografia, quelli per cui a Lecco gli over 65 rappresentano ormai più di un abitante su quattro mentre l’età media sfiora i 48 anni, ad aprire la seconda parte del dibattito tra i cinque candidati alla carica di sindaco di Lecco organizzato dal gruppo editoriale Enova lunedì sera all’auditorium della Casa dell’economia.
“Le donne che fanno figli sono quelle che lavorano. La donna che sta fuori casa otto ore al giorno ha bisogno di servizi comunali molto elevati, a partire dalle rette dei nidi calmierate” ha esordito Francesca Losi di Partito popolare del nord. Il sindaco uscente Mauro Gattinoni ha sottolineato l’intenzione del centrosinistra di proseguire l’impegno per attrarre “giovani famiglie”, già iniziato nell’ultimo mandato per esempio aumentando “del 25% i posti per gli asili nido”, attraverso un “contributo di 600 euro per due anni agli under36 che si trasferiscono in città”.
“L’11% dei lecchesi è costituito da over 65 che vivono soli. – ha spiegato Filippo Boscagli, candidato sindaco del centrodestra - Abbiamo intenzione di difendere eccellenze come il Giglio e aumentare il numero dei luoghi di aggregazione. Sul tema dell’abitare abbiamo proposto un bonus di 150 euro al mese. Nel nostro programma c’è anche l’aumento degli stipendi per gli educatori dell’educativa scolastica”. Mentre Giovanni Colombo di Patto per il Nord ha rilanciato l’idea di creare una nuova facoltà universitaria per “l’economia dei laghi”, Mauro Fumagalli di Orizzonte per Lecco, dopo aver ricordato come la maggior parte delle leve utilizzabili contro l’inverno demografico vanno “al di là della politica che si può esercitare in un Comune”, ha proposto di istituire “un’agenzia sociale per la casa” in grado di favorire il dialogo tra istituzioni e stakeholder.
Su quale dovrebbe essere l’identità profonda di Lecco anche nel rapporto con i comuni vicini, Losi è stata netta: “Lecco deve incamminarsi verso l’obiettivo di essere la città letteraria del nord Italia perché questa può essere un’economia potente”. Mentre Boscagli ha ribadito l’importanza del dialogo tra istituzioni e con i Comuni vicini per “rispondere ai bisogni dei cittadini”, Colombo ha sottolineato quanto sia fondamentale “mettersi al fianco di chi investe per creare una città improntata su un turismo di qualità” ed ha annunciato che se diventerà sindaco intende “sdraiarsi una domenica lungo la strada e bloccare le macchine fino a Bormio finché si fa anche il quarto ponte in uscita”.
“Lecco deve tornare ad essere il punto attorno a cui si coagulano sforzi, idee e iniziative che possano contribuire a guidare il territorio circostante. Lecco dovrà sempre essere una città dell’impresa” ha evidenziato Fumagalli. Il sindaco uscente ha invece ricordato come il Comune di Lecco “guida i servizi sociali per altri 32 comuni attraverso Girasole” ed anche sul tema del turismo, complice un “lassismo totale di Provincia e Regione”, il Comune “coordina altri comuni del territorio con un protocollo per sviluppare l’attrattività”. Nel suo intervento finale Marco Calvetti, editorialista del quotidiano La Provincia di Lecco, ha rivolto un appello ai cinque candidati: “Il titolo di capitale italiana della cultura è una bella ambizione ma va guadagnato sul campo. Bisogna eleggere il teatro della società a roccaforte della cultura”.
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