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Mercoledì 08 Aprile 2026
Lecco, opposizione all’attacco di Gattinoni: «Programma disatteso e comunicazione furba»
«Oggi il Sindaco lascia una città insicura, senza parcheggi e con il traffico ingestibile». La relazione di fine mandato dell’amministrazione Gattinoni non convince le minoranze né nel merito né nel metodo.
Lecco
«Oggi il Sindaco lascia una città insicura, senza parcheggi e con il traffico ingestibile». La relazione di fine mandato dell’amministrazione Gattinoni non convince le minoranze né nel merito né nel metodo. «10 km di lungolago, - sottolinea il meloniano Filippo Boscagli, candidato del centrodestra alle comunali di fine maggio - Lecco sicura, rendere accogliente l’accesso agli uffici del Comune, Milano-Lecco in 30 minuti, il campus del Bione, valorizzare il patrimonio comunale destinandolo a progetti di laboratori urbani per promuovere e celebrare i talenti della città, attenzione alla conciliazione dei tempi famiglia/lavoro... potremmo andare avanti per ore ad elencare il programma Gattinoni 2020 e quanto non realizzato».
Secondo Cinzia Bettega «quando si usano soldi dei lecchesi la furberia non dovrebbe esistere. La relazione di fine mandato – spiega la capogruppo della Lega - è prevista dalla legge che indica chiaramente cosa deve contenere e le finalità di trasparenza, informazione e responsabilità amministrativa. È un atto formale, tecnico e deve essere scritto in modo neutro. Gattinoni e i suoi assessori hanno utilizzato per diffonderla anche gli strumenti della distribuzione porta a porta di un pieghevole e l’affissione di manifesti giganti. La legge dice pure che nel periodo antecedente le elezioni la comunicazione istituzionale non deve trasformarsi in propaganda elettorale a favore del candidato uscente. Il comportamento degli attuali amministratori pare molto furbo».
Secondo Giovanni Tagliaferri, capogruppo di Orizzonte per Lecco «ai lecchesi sono state raccontate come opere epocali quelle che in realtà sono azioni necessarie di ogni ordinaria amministrazione mentre nel frattempo si sono create fratture enormi su questioni delicate».
«Ai lecchesi – aggiunge Tagliaferri - sono state aumentate le tasse, le tariffe dei nidi, i buoni pasto delle scuole e i ticket dei parcheggi come mai accaduto prima d’ora. Ai lecchesi sono state imposte scelte viabilistiche per certi versi incomprensibili, sono esplose le petizioni, le raccolte firme e i contenziosi, si sono fatte opere discutibili che sono poi state corrette in fretta e male. Che città rimane dunque? Una città forse più ricca di opere, ma sicuramente più divisa, dove costa molto di più abitare, dove il tessuto sociale e relazionale si è fratturato in modo forse irreparabile».
Il candidato sindaco di Orizzonte per Lecco Mauro Fumagalli evidenzia come «sul piano della sicurezza, è cresciuta la percezione di insicurezza senza risposte strutturali adeguate» mentre «sul fronte della mobilità e del traffico, si sono registrati interventi spesso disorganici, che hanno complicato la vita quotidiana senza risolvere i problemi di fondo».
«Nel capitolo della relazione sulla sicurezza urbana, - evidenzia Francesca Losi, candidato sindaco di Partito popolare del Nord - menano come vanto l’aver garantito 561 ore di controllo nelle stazioni cioè poco più di un’ora al giorno. È una lampante dimostrazione che serve la “sorveglianza di vicinato”. Sul fronte dell’identità della città, con la giunta Gattinoni abbiamo perso 5 anni. A Villa Manzoni stiamo parlando di un improcrastinabile intervento soprattutto sul tetto, una scelta obbligata. Siamo lontani anni luce da una politica culturale per la “Città Letteraria” e dalle politiche turistiche, che semplicemente non sono esistite».
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