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Lunedì 23 Marzo 2026
Lecco: Referendum giustizia, esulta il centrosinistra lecchese per la vittoria del No
Fragomeli (Pd): “Spallata a chi voleva cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza”. Manzoni (Avs): “Risposta chiara al governo”. Nel Lecchese prevale il Sì.
Lecco
«Ha vinto la Costituzione della Repubblica italiana». I commenti del centrosinistra lecchese alla vittoria del no al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia sono all’insegna dell’entusiasmo. «Ha preso una spallata – sottolinea il consigliere regionale dei dem Gian Mario Fragomeli - chi voleva cambiarla a colpi di maggioranza, facendo venire meno l’equilibrio dei poteri e il riconoscimento del ruolo di garanzia della magistratura. Oggi è una giornata felice e importante, che segna la storia del Paese. Lo è per il risultato, che è netto, ma anche per la partecipazione, che rinvigorisce la nostra democrazia». A livello nazionale, il no alla riforma costituzionale promossa dal governo di Giorgia Meloni ha raccolto quasi il 54% dei voti contro il 46% del sì. L’affluenza è stata del 59%. «È uno risultato straordinario innanzitutto dal punto di vista della partecipazione – evidenzia Emanuele Manzoni, segretario provinciale di Alleanza Verdi-Sinistra – È una risposta chiara a questo governo, a chi prova a modificare la Costituzione a colpi di maggioranza e con un passaggio parlamentare finto il popolo italiano risponde difendendo la Costituzione. Le tre forze politiche che più si sono spese per questo risultato, ovvero Partito democratico, Alleanza Verdi-Sinistra e Movimento 5 stelle, sono il nocciolo duro di una coalizione futura aperta a chiunque voglia partecipare a costruire un’alternativa reale a questo governo». A fronte di un’affluenza del 65%, nettamente più alta della media nazionale, in provincia di Lecco il sì ha raccolto il 55% dei consensi contro il 44,7% del no. «Siamo certi di aver dato un contributo importante per informare e coinvolgere tante persone – commenta Manuel Tropenscovino, segretario provinciale del Pd - Un ringraziamento va alle militanti e ai militanti del Partito democratico per l’impegno serio e costante in queste settimane e per aver difeso con chiarezza una posizione di merito, fondata sul rispetto delle istituzioni. Ancora una volta questa destra dimostra di preferire la divisione all’unità, anche in una fase complessa per il Paese. Ci chiediamo quando intenderà assumersi fino in fondo le proprie responsabilità e iniziare ad affrontare concretamente i problemi degli italiani». Per quanto riguarda il capoluogo, il voto restituisce una fotografia di una città spaccata: a fronte di 24.231 votanti, ovvero il 66,6%, il sì ha raccolto 12.278 voti mentre il no 11.817. «Tra i 18 e i 34 anni – conclude Pietro Radaelli, segretario regionale dei Giovani democratici - oltre il 61% degli elettori ha scelto il no, segno di una partecipazione consapevole e determinata delle nuove generazioni. In Lombardia abbiamo fatto la nostra parte fino in fondo, dando la possibilità a 1800 fuorisede di votare, mentre il governo ha scelto di non garantire questo diritto per paura dell’esito del voto. Il risultato rappresenta inoltre un segnale politico molto importante: molti elettori del no non avevano votato il centrosinistra alle ultime elezioni politiche. Questo ci dice che esiste uno spazio largo che dobbiamo essere capaci di intercettare. Da qui al prossimo anno dovremo lavorare per riportare queste persone alle urne».
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