Lecco, scontro in consiglio sulla commissione controllo e garanzia

Eletto Mauro Fumagalli di Orizzonte per Lecco. Il centrosinistra attacca: «La maggioranza ha voluto forzare il regolamento e individuare anche uno dei membri dedicati alla minoranza». Fumagalli: «Per il centrosinistra non conta che ci siano altre minoranze».

Lettura 1 min.

Lecco

È sull’elezione di Mauro Fumagalli di Orizzonte per Lecco nella commissione controllo e garanzia grazie ai voti della maggioranza che si è consumata la prima frattura all’interno del nuovo consiglio comunale di Lecco eletto con le amministrative di fine maggio. Una doppia frattura: da un lato, quella politica tra centrodestra e centrosinistra; dall’altro, quella politica e personale tra centrosinistra e Orizzonte per Lecco.

“La maggioranza - ha attaccato Emanuele Manzoni di Alleanza Verdi – Sinistra - ha voluto forzare il regolamento e individuare anche uno dei membri dedicati alla minoranza. Quello che è avvenuto oggi è gravissimo in barba al dialogo e al confronto. È una mancanza di rispetto nei confronti degli elettori del Pd”. In teoria, secondo i regolamenti del consiglio la commissione controllo e garanzia è composta da sette consiglieri comunali, di cui quattro appartenenti alla maggioranza e tre alla minoranza. In pratica, nonostante l’indicazione da parte del centrosinistra di Emanuele Manzoni, Pietro Regazzoni e Veronica Rosa, la maggioranza ha fatto confluire una parte dei propri voti su Mauro Fumagalli. Sono risultati così eletti Loredana Colella, Gianni Caravia, Fabrizio Bianchi, Francesca Meles, Mauro Fumagalli, Veronica Rosa, Emanuele Manzoni.

“Avete deciso di intervenire sull’organo più sensibile e l’unico in cui la minoranza ha voce. Sono deluso dai consiglieri di maggioranza con i quali avevo pensato e creduto di poter collaborare” ha sottolineato il capogruppo del Pd Pietro Regazzoni prima che l’intero centrosinistra abbandonasse l’aula.

“Non si capisce come mai la garanzia e il controllo – ha poi evidenziato Mauro Fumagalli – possano essere garantite da alcuni e non da altri. Per il centrosinistra non conta che ci siano altre minoranze. Regazzoni qualche giorno fa mi ha anche detto che non si fidava di me nella commissione controllo e garanzia. Io non sono e non sarò mai omogeneo ad un sistema che vuole l’uno contro l’altro. Non mi piace, guardo al merito delle questioni”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA