Lecco-Bergamo, Azione denuncia i ritardi: «La linea diretta rischia di tornare solo nel 2028»

Interrogazione parlamentare e raccolta firme per chiedere tempi certi sui cantieri ferroviari, servizi sostitutivi adeguati e maggiori tutele per i pendolari

Lettura 1 min.

Lecco

I ritardi dei cantieri ferroviari sulla linea Lecco-Bergamo finiscono al centro dell’iniziativa politica di Azione, che denuncia una situazione sempre più critica per i pendolari e chiede maggiore trasparenza sui tempi di realizzazione delle opere, servizi sostitutivi adeguati e tutele per gli utenti.

Secondo quanto evidenziato dal partito, gli interventi infrastrutturali, avviati nel febbraio 2024 e inizialmente programmati per concludersi entro dicembre 2026, avrebbero accumulato un significativo slittamento. Il termine dei lavori sarebbe ora previsto per la fine del 2027 e, di conseguenza, il ripristino del collegamento ferroviario diretto tra Lecco e Bergamo potrebbe avvenire soltanto nel 2028.

Nel frattempo i disagi per i viaggiatori continuano. Dal 5 febbraio scorso la tratta tra Ponte San Pietro e Bergamo è infatti sospesa e sostituita da autobus. A questo si aggiungerà una nuova chiusura totale della linea Lecco-Bergamo dal 17 luglio al 21 agosto, inserita nel più ampio programma di interruzioni che interesserà anche altre linee ferroviarie lombarde durante l’estate.

Per fare chiarezza sulla situazione, l’onorevole Giulia Pastorella, deputata di Azione, ha presentato un’interrogazione parlamentare con cui chiede al Governo di accertare le ragioni dei ritardi, ottenere un cronoprogramma aggiornato e credibile e verificare che siano garantiti servizi alternativi efficienti durante i lavori. Tra le richieste figura anche la valutazione di eventuali ristori economici per gli abbonati penalizzati dai continui disservizi.

L’iniziativa parlamentare si affianca alla raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare “Lombardia Si Muove”, promossa da Azione con l’obiettivo di riformare il sistema del trasporto ferroviario regionale. La proposta prevede, tra gli altri punti, maggiore trasparenza nella gestione del servizio, controlli indipendenti sulle prestazioni e l’introduzione di penali automatiche in caso di ritardi e disservizi.

A sottolineare l’importanza della mobilitazione è Eleonora Lavelli, referente Trasporti di Azione Lombardia e segretaria provinciale di Azione Lecco. «Siamo convinti che qualità e puntualità del servizio ferroviario debbano essere fortemente migliorate e per questo abbiamo aderito con convinzione alla mobilitazione», afferma.

«È uno strumento a portata di tutti che può stimolare un cambiamento concreto. La lamentela non basta: firmiamo e sosteniamo questa proposta e chiediamo trasparenza ed efficienza», aggiunge Lavelli.

L’obiettivo, conclude Azione, è impedire che i ritardi nella realizzazione delle infrastrutture continuino a tradursi in pesanti conseguenze per migliaia di pendolari lecchesi e bergamaschi, costretti quotidianamente a fare i conti con cancellazioni, autobus sostitutivi e tempi di viaggio sempre più lunghi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA