Valtellina, la sfida continua: «Dopo Tirano ora tocca a Sondrio»

L’INTERVISTA. L’assessore regionale Sertori traccia la rotta dopo l’apertura della tangenziale. Infrastrutture, eredità olimpica e acqua al centro del futuro del territorio

Lettura 2 min.

Sondrio

Dalla tangenziale di Tirano alle prossime sfide viabilistiche della Valtellina, passando per l’eredità delle Olimpiadi e la gestione della risorsa idrica. Ospite di Unica Focus Talk Show, l’assessore regionale a Montagna, Enti locali e Utilizzo risorsa idrica Massimo Sertori ha fatto il punto sulle principali opere realizzate e su quelle che attendono ancora il territorio.

L’apertura della tangenziale di Tirano rappresenta un traguardo importante per il territorio. Che significato ha?

«È una grande soddisfazione che va condivisa con tutto il territorio. Questo risultato nasce da un percorso iniziato nel 2004, quando amministratori e sindaci della Valtellina chiesero con forza maggiori investimenti sulla Statale 38. Oggi abbiamo completato un’infrastruttura strategica che libera Tirano dal traffico, migliora i collegamenti con l’Alta Valle e valorizza una città fondamentale anche dal punto di vista turistico e dei rapporti con la Svizzera».

Cosa risponde a chi sostiene che l’opera sarebbe dovuta arrivare prima?

«Le critiche ci saranno sempre. Certamente avremmo voluto completarla prima delle Olimpiadi, ma abbiamo dovuto affrontare problemi tecnici legati alle infiltrazioni d’acqua nella galleria e abbiamo scelto di dare priorità alla sicurezza. Va però ricordato che proprio le Olimpiadi hanno accelerato l’opera e contribuito a reperire le risorse necessarie per completarla».

Su quali opere occorre concentrarsi ora?

«La priorità è il completamento della tangenziale di Sondrio. La conferenza dei servizi si è conclusa positivamente e il cronoprogramma prevede la conclusione dei lavori nei primi mesi del 2028. Parallelamente bisogna iniziare a progettare il collegamento tra la tangenziale di Morbegno e il capoluogo, che rappresenta il tassello mancante per una viabilità moderna lungo tutta la valle».

Una volta completate queste opere i principali nodi della viabilità saranno risolti?

«Direi di sì. Restano fondamentali sia la Statale 36 sia la Statale 38, ma anche il potenziamento della ferrovia. Dobbiamo continuare a lavorare per rendere più efficiente l’intero sistema dei trasporti della provincia».

Qual è stata la principale eredità delle Olimpiadi per la Valtellina?

«Sicuramente la visibilità internazionale. Oggi la Valtellina è conosciuta in mercati che fino a pochi anni fa erano quasi inesplorati, come Australia, Canada, Stati Uniti e Brasile. È una straordinaria opportunità che dobbiamo saper sfruttare, migliorando la qualità dell’offerta turistica e continuando a investire nelle infrastrutture».

Passiamo al tema dell’acqua. Qual è la situazione attuale?

«Dal punto di vista delle concessioni idroelettriche abbiamo ottenuto risultati importanti per il territorio. I canoni che arrivano alla provincia sono aumentati in maniera significativa e questo rappresenta una risorsa fondamentale per il futuro della Valtellina».

E per quanto riguarda la disponibilità della risorsa idrica?

«La situazione è complessa. Oggi abbiamo circa il 50% di acqua in meno rispetto alla media degli ultimi dieci anni. Grazie a una gestione attenta e condivisa con tutti i soggetti coinvolti siamo però riusciti a utilizzare meglio la risorsa disponibile rispetto alla grande siccità del 2022».

Qual è il messaggio finale ai valtellinesi?

«Se guardiamo a ciò che è stato realizzato negli ultimi vent’anni possiamo essere soddisfatti. Molte opere che sembravano impossibili oggi sono realtà. Dobbiamo continuare a lavorare con la stessa determinazione, perché il percorso non è concluso e le sfide future richiedono una visione condivisa».

© RIPRODUZIONE RISERVATA