Vince il No, ma non in Valtellina: è prima in Italia per i Sì

Il verdetto Il 62,86% dei cittadini, pari a 53.277 elettori, era favorevole. La contrarietà alla riforma ferma al 37,14% e ha prevalso solo a Sondalo

Sondrio

Il No si impone a livello nazionale e boccia la riforma sulla Giustizia del Governo Meloni.

È questo il verdetto emerso dallo scrutinio, avviato alle 15 di ieri dopo la chiusura delle urne: con lo spoglio ormai praticamente concluso, il 53,74% dei votanti (14.460.612 di elettori) ha respinto la proposta, contro il 46,26% di favorevoli (12.447.651 di elettori).

Un margine di circa sette punti percentuali, in linea con le proiezioni della vigilia: Opinio Italia per Rai indicava il No al 53,6% e il Sì al 46,4%, mentre gli exit poll delineavano una forbice più contenuta, ma comunque orientata verso la vittoria dei contrari.

Peculiarità locali

In questo quadro nazionale, la provincia di Sondrio si distingue nettamente in controtendenza. Qui, infatti, il Sì ha prevalso in modo deciso, risultando il territorio italiano con la percentuale più alta di voti favorevoli.

Al termine dello scrutinio di tutte le 198 sezioni, il risultato complessivo parla chiaro: 53.277 Sì, pari al 62,86%, contro 31.473 No, fermi al 37,14%. Un ribaltamento significativo rispetto al dato nazionale, che conferma ancora una volta le peculiarità del voto valtellinese e valchiavennasco.

Nel capoluogo, Sondrio, il consenso per il Sì è stato più contenuto ma comunque maggioritario: con tutte le 21 sezioni scrutinate, i favorevoli hanno raggiunto il 53,41% (5.344 voti), mentre i contrari si sono attestati al 46,59% (4.662 voti). Un dato che riflette un equilibrio maggiore rispetto al resto della provincia, ma che conferma comunque la prevalenza del Sì.

Le altre grosse realtà

Situazione analoga, seppur con percentuali più marcate, nei principali comuni capo mandamento. A Bormio il Sì ha raggiunto il 64,97%, a Tirano il 57,80% e a Chiavenna il 59,73%. Più equilibrato invece il risultato di Morbegno, tra i più incerti del territorio, dove il Sì si è fermato al 50,65% contro il 49,35% del No.

Sono numerosi, tuttavia, i comuni in cui il consenso per la riforma ha superato soglie molto elevate. In diverse realtà il Sì ha oltrepassato il 70%, come a Livigno (73,42%), Valfurva (70,67%), Grosio (73,22%), Lanzada (78,13%) e Chiesa in Valmalenco (73,49%). Percentuali simili anche in centri più piccoli come Spriana, dove i voti favorevoli sono stati 35 contro 10, pari al 77,78%, o Pedesina, con 17 Sì e 7 No (70,83%).

Ancora più marcato il divario nei comuni sopra l’80% di Sì: Aprica (81,32%), Mello (81,03%) e Madesimo (80,77%) rappresentano i picchi massimi del consenso provinciale, confermando un orientamento fortemente favorevole alla riforma.

Fa eccezione un solo comune, e anche questa diventa un’anomalia da rimarcare: a Sondalo il No alla modifica costituzionale ha prevalso con il 51,40% delle preferenze, risultando l’unico caso in provincia in cui i contrari hanno avuto la meglio.

Il dato complessivo evidenzia dunque una netta divergenza tra il risultato nazionale e quello locale. Se in Italia la riforma è stata respinta, in provincia di Sondrio il sostegno al cambiamento è stato ampio e diffuso, con percentuali spesso molto elevate anche nei centri più piccoli.

La Lombardia

Un orientamento che si inserisce in un quadro regionale altrettanto favorevole: tutta la Lombardia, infatti, si è contraddistinta per una prevalenza del Sì, anche se in nessun’altra provincia il consenso ha raggiunto i livelli registrati a Sondrio, che si conferma così il territorio più favorevole alla riforma in tutta Italia.

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