Visita a Lecco del ministro Giorgetti: «Per il superbonus hanno riso di noi in tutto il mondo»

Il ministro dell’Economia critica il Superbonus in un incontro a Lecco e chiede all’Europa aiuti contro il caro energia. Preoccupazione per catene di fornitura e materie prime.

Lecco

«Per il superbonus hanno riso di noi in tutto il mondo». Ci sono stati quasi solo temi nazionali al centro dell’incontro tra alcuni imprenditori lecchesi, per un fatturato complessivo di 4 miliardi secondo gli organizzatori della Lega, i candidati della lista del Carroccio alle comunali del 24-25 maggio e il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. «Trump – ha sottolineato Giorgetti di fronte alla platea dell’hangar Manzoni – è un po’ eccentrico ma la sua bussola non è totalmente sballata. Ha preso atto del fatto che la superpotenza industriale statunitense sarebbe scomparsa in tempo rapidissimo non controllando le materie e non avendo alcune produzioni fondamentali per cui gli Stati uniti dipendono totalmente dal mercato asiatico. I dazi e guerre sono il suo tentativo disperato per recuperare».

Il ministro ha poi raccontato come, durante il suo viaggio a Washington di due settimane fa, gli avevano detto che il conflitto in Medio oriente «sarebbe finito in tre settimane» e ha affermato di ritenere che «ci sarà qualche idea in più su come andranno le cose» dopo l’incontro tra il presidente degli Stati uniti Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping previsto a metà maggio. «I 27 paesi europei – ha proseguito Giorgetti – non sono tutti uguali. Rinunciando al gas russo a buon prezzo e avendo diversificato gli approvvigionamenti oggi Italia e Germania sono quelli che pagano di più lo shock energetico della guerra in Medio oriente. Da due mesi sto battagliando per far capire all’Unione europea che è necessario immaginare degli aiuti o delle compensazioni rispetto al caro energia soprattutto per l’industria». Il rischio, secondo il ministro, è che tra cinque mesi in alcuni settori come quello chimico «saltino le catene di fornitura» e ci sia «carenza di materie prime fondamentali».

Il ministro ha poi rivendicato l’impegno del governo nell’aver «restaurato un clima di fiducia», passaggio fondamentale per poter poi «chiedere alla gente di comprare i titoli di Stato» in un contesto in cui, tra l’altro, «l’Italia paga 90 miliardi di interessi passivi mentre la Germania la metà». «La politica industriale per me non deve farla lo Stato ma la fanno gli imprenditori. – ha proseguito Giorgetti – In tutte le cose che fa lo Stato ci perde soldi. Come facciamo ad attrarre dei giovani capaci che vogliono venire a lavorare nella pubblica amministrazione con le prospettive di carriera e gli stipendi che gli diamo?». L’esponente del governo ha poi definito «drammatiche le proiezioni demografiche del paese» ed ha evidenziato come «a far crescere il Pil della Spagna siano gli immigrati provenienti dal Sud America».

«Fare il sindaco è il lavoro più bello del mondo», ha concluso Giorgetti rivolto a Filippo Boscagli, candidato sindaco del centrodestra in vista delle comunali del 24-25 maggio, e seduto in prima fila in platea assieme, tra l’altro, ai presidenti di Confindustria e Confcommercio, Marco Campanari e Antonio Peccati. «Dopo la legge Delrio, che ha molto indebolito le province – ha aggiunto Massimo Sertori, assessore regionale agli Enti locali – il sindaco di un capoluogo ha un ruolo istituzionale fondamentale, quello “comprensoriale”. Deve mettere a fattore comune le esigenze che arrivano da tutti gli altri comuni e portarle a livello interprovinciale. Sono convinto che qui ci sia la persona giusta e la squadra giusta per dare una svolta importante a Lecco. Tutti insieme porteremo a casa dei grandi risultati con l’appoggio costante del ministro Giorgetti».

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