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Venerdì 15 Maggio 2026
Zingaretti a Lecco sostiene Gattinoni: «Vinciamo qui e mandiamo a casa il governo più antieuropeista della storia»
A sostegno della ricandidatura di Mauro Gattinoni, Nicola Zingaretti attacca il governo Meloni su economia, industria e politica estera, rilanciando il ruolo dell’Europa per i territori
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«Oggi a Lecco nel fine settimana girano solo pullman elettrici». Oltre ai “102 milioni di euro di investimenti senza creare un euro di debito al Comune”, è l’impegno sulla decarbonizzazione della flotta del trasporto pubblico locale l’altro risultato rivendicato da Mauro Gattinoni, candidato sindaco per il centrosinistra alle comunali del 24 – 25 maggio, di fronte a Nicola Zingaretti, capodelegazione del Partito democratico al Parlamento europeo, giunto a Lecco proprio per sostenere la corsa del sindaco uscente verso un secondo mandato.
«La leale collaborazione tra i livelli dello Stato oggi non c’è. È più facile che sui temi veri le città dialoghino con l’Europa piuttosto che con la Regione o il Governo» ha proseguito Gattinoni, il quale ha anche sottolineato come palazzo Bovara abbia già predisposto progetti da candidare a nuovi bandi europei per circa “sei milioni di euro”. Questi concetti sono stati immediatamente ripresi dall’ex governatore del Lazio, nonché ex segretario del Pd, molto applaudito dalla platea del circolo Promessi Sposi.
«Mauro Gattinoni – ha sottolineato Zingaretti – è un sindaco che dopo cinque anni può presentarsi alla città facendo un racconto delle cose che ha fatto. Non siamo in un tempo in cui chi oggi governa questo paese può presentarsi alle elezioni facendo lo stesso. La destra rivendica il fatto di essere il Governo più longevo della storia della Repubblica. Nel frattempo si è registrato un calo del 10% del potere d’acquisto dei salari e in 37 degli ultimi 42 mesi si è verificato un calo della produzione industriale. Stanno desertificando il nostro paese per quanto riguarda la produzione industriale».
L’accusa più forte rivolta al Governo di Giorgia Meloni, però, riguarda la politica estera. «Essere trumpiani in Italia oggi è da deficienti – attacca Zingaretti –. Significa accettare che noi non contiamo niente. Se vince la legge del più forte noi non siamo tra i più forti. Ogni volta che nella storia umana hanno vinto i nazionalismi l’esito è sempre stato lo stesso: la guerra. Ci vuole più integrazione europea affinché ci sia un’Unione europea diversa e più vicina ai bisogni dei cittadini. La destra ha tolto alle persone il diritto a vedere un futuro migliore del passato. Attraverso il buon governo dei territori e un cambio di collocazione per l’Italia siamo chiamati a ridare speranza a chi l’ha persa».
L’appello lanciato dall’ex segretario ai militanti dem è stato quindi netto: «Vinciamo a Lecco, rimbocchiamoci le maniche e vinciamo le prossime elezioni politiche di modo da cacciare il Governo più antieuropeista della storia». «Pietro Fiocchi? Se questo signore frequenta il Parlamento europeo io non me ne sono mai accorto» ha concluso Zingaretti.
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