Cronaca / Lecco città
Venerdì 27 Febbraio 2026
Lecco, confronto sulla riforma della giustizia tra esperti e cittadini
L’avvocato Pelizzari e il Procuratore Generale Zucca protagonisti di un dibattito sui pro e i contro della riforma, rispondendo alle domande di un pubblico attento e numeroso.
Lecco
Dalla sala conferenze di “Officina Badoni” di Lecco arriva una ventata d’aria fresca per le, tantissime, persone che hanno voluto informarsi sul referendum costituzionale del prossimo marzo, quello in cui saranno chiamate a esprimersi sulla riforma della giustizia, votando sì se sono favorevoli o no in caso di contrarietà. La boccata d’aria fresca è arrivata dall’incontro organizzato dal giornalista e direttore di Altreconomia Duccio Facchini e dall’associazione “Qui Lecco Libera”, un incontro dove il protagonista assoluto è stato il rispetto tra due persone serie e preparate, l’avvocato penalista del Foro di Lecco Stefano Pelizzari, sostenitore della riforma, e il procuratore generale di Genova Enrico Zucca, di parere opposto. Ad assistere al confronto un salone gremito, composto sia da professionisti del settore che da semplici cittadini in cerca di chiarezza.
«C’è stata un’altissima partecipazione, direi insperata, che testimonia una voglia e una sete di approfondimento di dibattito e non di propaganda, dove il procuratore Zucca e l’avvocato Pelizzari ci hanno aiutato a capire meglio quella che, dal nostro punto di vista di promotori di questa iniziativa, resta una pessima riforma della Costituzione, non migliora il sistema della giustizia, non va nell’interesse dei cittadini e anzi, rischia di annichilire il pubblico ministero» dichiara Facchini. «Con questa convinzione alla base è stato un interessantissimo dibattito, un confronto senza slogan o semplificazioni».
Nonostante il chiaro schieramento di Facchini, annunciato fin da subito e testimoniato dalla vendita del libro “La giustizia dei ricchi”, scritto dallo stesso giornalista in collaborazione con Federica Alba Di Raimondo, il dibattito è stato sicuramente civile e imparziale.
Il primo a intervenire, dopo l’introduzione del giornalista e del giudice del tribunale di Lecco Dario Colasanti, è stato Pelizzari. L’avvocato è entrato nel merito della riforma, parlando dell’indipendenza dei giudici come condizione irrinunciabile ma non unica, citando l’imparzialità come altro requisito; successivamente ha dichiarato che il tanto criticato sorteggio è «il male minore» mentre Zucca, a fine dibattito, l’ha definito «un’umiliazione della magistratura». Il procuratore generale, dopo aver spiegato con dovizia il nostro sistema giudiziario, si è chiesto perché per la separazione delle cariche, che poteva essere fatta con legge ordinaria, si è scelto di modificare la Costituzione e anche perché, per eliminare la politicizzazione, se ne aumenti la componente politica. Entrambi hanno sostenuto che il nostro sistema giudiziario sia ottimo, ma Pelizzari ha tenuto a sottolineare che la riforma potrebbe perfezionarlo. Sul principio di giudice “terzo e imparziale” l’avvocato ha sottolineato che le due parole non sono sinonimi, pur ammettendo di aver trovato, in venticinque anni di carriera, molti più giudici imparziali di quelli “appiattiti verso il pubblico ministero”.
A fine serata c’è stato spazio per le numerose domande del pubblico, a cui i protagonisti hanno risposto con precisione e puntualità.
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