Lecco, metalmeccanica in allarme. Uilm: «Cassa integrazione in crescita, serve una politica industriale»

Al direttivo Uilm Lario il segretario nazionale Davide Sperti: nel Lecchese 2,4 milioni di ore di Cig nel primo semestre, il 33% in più in un anno. Focus su automotive, salari e occupazione.

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Il futuro dell’industria metalmeccanica, le prospettive occupazionali e le sfide che attendono imprese e lavoratori saranno al centro del direttivo territoriale della Uilm Lario, in programma domani alle Officine Badoni di Lecco. All’appuntamento, aperto dalla segretaria generale territoriale Gabriella Trogu, interverranno il segretario generale nazionale Davide Sperti e il coordinatore regionale della Uilm Lombardia Fabio Dell’Angelo.

Segretario Sperti, qual è oggi la principale criticità per l’industria metalmeccanica italiana e quanto è concreto il rischio di una nuova fase di rallentamento produttivo?
La criticità principale è l’incertezza. Le nostre imprese e i nostri lavoratori stanno attraversando una trasformazione tecnologica profonda, una domanda europea debole, costi energetici che continuano a pesare sulla competitività e una concorrenza internazionale sempre più aggressiva. Si può essere una grande azienda oppure una piccola officina con cinquanta dipendenti: se non sai quali saranno il costo dell’energia, il mercato o le regole con cui dovrai competere fra tre o cinque anni, diventa molto più difficile decidere di investire e assumere. Alcuni comparti stanno soffrendo più di altri: le crisi industriali raramente arrivano all’improvviso. Cominciano con gli ordini che diminuiscono, qualche turno che salta, la cassa integrazione che diventa più frequente, gli investimenti rinviati. Quando poi quei segnali diventano evidenti a tutti, spesso abbiamo già perso mesi o addirittura anni. Non vogliamo aspettare di contare gli esuberi. La politica industriale serve prima, quando c’è la possibilità di invertire la rotta e trovare soluzioni vere.

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