Cronaca / Circondario
Venerdì 30 Gennaio 2026
Più controlli dopo Crans Montana: «Troppe feste abusive, intervenire subito»
Pescate Il locale “Le Officine” chiuso per trenta giorni da parte del Comune, anche per questioni di sicurezza. Il patron del Nameless Fumagalli è chiaro: «In provincia ci sono eventi non autorizzati quasi ogni settimana»
Pescate
La chiusura temporanea del locale “Le Officine” di Pescate riporta al centro dell’attenzione un tema noto agli addetti ai lavori, ma spesso rimosso dal dibattito pubblico: la gestione delle autorizzazioni e della sicurezza negli eventi aperti al pubblico. L’ordinanza firmata dal sindaco del paese, Dante De Capitani, che dispone lo stop totale dell’attività per 30 giorni, nasce dagli esiti di un controllo della Questura di Lecco che ha accertato un utilizzo improprio del titolo autorizzativo e carenze significative sul fronte della sicurezza.
Un perimetro superato
Il punto non è marginale. Il locale risulta infatti autorizzato per la sola somministrazione di alimenti e bevande, con la possibilità di svolgere intrattenimento solo in forma complementare e occasionale, previa presentazione di specifiche comunicazioni al Suap. Un perimetro chiaro, che però viene spesso superato nella pratica, trasformando spazi nati come bar o pub in luoghi di fatto assimilabili a sale da ballo o club, senza le garanzie previste dalla normativa.
Il caso di Pescate si inserisce in un contesto più ampio, richiamato anche dalla recente circolare del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che - dopo la tragedia di Crans-Montana - ribadisce l’obbligo di un rigoroso rispetto delle autorizzazioni e delle condizioni di sicurezza per gli eventi di pubblico spettacolo. Il documento richiama esplicitamente la responsabilità condivisa di Comuni, forze dell’ordine e associazioni di categoria nel prevenire situazioni di abuso, sottolineando come la distinzione tra intrattenimento occasionale e attività di pubblico spettacolo non sia un dettaglio formale, ma una linea di confine sostanziale in termini di tutela delle persone.
Sul tema interviene un imprenditore che il settore lo conosce bene: Alberto Fumagalli, fondatore di Nameless, tra i principali festival musicali italiani, commenta così il documento ufficiale: «Mi auguro che, alla luce di questa circolare, le associazioni di categoria, invitate a fare la loro parte direttamente dal ministro Piantedosi, vogliano per una volta fare i nomi di tutti i luoghi in cui si svolgono eventi abusivi, quasi ogni settimana, in quanto gli operatori del settore li hanno già più volte segnalati, nel corso di questi mesi».
Nel Lecchese, oltre ai cinque locali in possesso di licenza ex articolo 68 del Tulps per dare corso a spettacoli e trattenimenti - Continental, Moregallo, Orsa Maggiore, Dancing Lavello e Tsunami - esiste una galassia di situazioni ibride, difficili da inquadrare, su cui non è sempre chiaro quali autorizzazioni siano in vigore e come vengano gestiti i profili di safety e security. Una zona grigia che rischia di penalizzare chi opera correttamente, investendo in strutture, personale formato e adempimenti, e che espone il pubblico a rischi evitabili.
Fare luce sulle autorizzazioni
Il provvedimento adottato a Pescate, al di là del singolo caso, riapre quindi una questione di sistema: fare luce sulle autorizzazioni, distinguere nettamente tra ciò che è consentito e ciò che non lo è e applicare le regole in modo uniforme non è accanimento burocratico. È una condizione necessaria per garantire sicurezza, concorrenza leale e credibilità a un settore che, soprattutto dopo gli anni più difficili, non può permettersi ambiguità: tocca abbassare il volume della musica, insomma, e consentire alle regole di farsi sentire.
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