Sequestro alla galleria Monte Piazzo: preoccupazione di sindaci e Provincia
Indagini sulla galleria Monte Piazzo: la canna nord chiusa e deviazioni sulla Sp 72
Lettura 2 min.Colico
La galleria Monte Piazzo è stata messa sotto sequestro dalla Procura di Lecco per permettere le indagini. A due giorni dalla morte dell’operaio Sylvester Tegang, l’opera per la seconda volta in poche settimane diventa il collo di bottiglia che mette in ginocchio l’intero ramo orientale del Lario. Da oggi la canna nord è sotto sequestro giudiziario per gli accertamenti della Procura di Lecco e la carreggiata sud torna a doppio senso di marcia. Esattamente il regime provvisorio che si era appena chiuso il 9 luglio. Nel weekend in cui le previsioni danno bollino nero sulla Ss36 sono tra le peggiori dell’estate, si attendono code già dense dalla mattina, partenze di fine luglio, flussi verso Valtellina e Livigno e viceversa. Inveve della svolta verso la normalità promessa dopo mesi di lavori, l’alto lago si ritrova a dover gestire un’emergenza non prevista e non annunciata — se non, per molti sindaci, tramite i canali social dei comuni stessi e del comunicato dell’Anas.
La Procura della Repubblica di Lecco ha disposto il sequestro dell’intera canna nord e nominato periti e Ctu (consulenti tecnici d’ufficio) per i rilievi tecnici. La tempistica è indefinita: «Fino alla conclusione degli accertamenti», senza giorno di riapertura.
A margine del Comitato Operativo per la Viabilità (Cov) convocato d’urgenza ieri pomeriggio in Prefettura dalle 16, Anas ha comunicato l’articolazione delle varie fasi: dalle 18 di ieri alle 5 di oggi, 25 luglio, è stata chiusa la canna sud (direzione Milano) tra il km 75,400 e il km 85,800, per predisporre il doppio senso di circolazione; dalle 5 di oggi sabato 25 luglio, via alla chiusura della canna nord (direzione Sondrio) tra Bellano e Colico, e contestuale riapertura della canna sud a doppio senso. Chiuso anche lo svincolo di Piona direzione nord. Durante le chiusure, il traffico viene deviato sulla Sp 7: uscita a Piona e rientro a Bellano per la fase di chiusura della canna sud; uscita a Bellano e rientro a Colico per la fase di chiusura della canna nord.
«Avevamo appena terminato i lavori e avevamo ripreso una quotidianità quasi normale», racconta Monica Gilardi, sindaco di Colico, il comune più direttamente interessato. «Dopo questa tragedia si ritorna a dover soffrire. Doveroso fare, doveroso intervenire, fare tutte le verifiche, assolutamente, perché è mancato un ragazzo giovanissimo mentre lavorava. Però il nostro territorio è ancora messo in ginocchio».
Le parole di Gilardi sintetizzano lo stato d’animo di un’intera sponda: rispetto per l’inchiesta e per la vita perduta, ma consapevolezza che il prezzo in termini di mobilità ricade ancora una volta sui residenti e sui turisti, senza rete di compensazione.
A rendere più aspro il clima è la modalità della convocazione in Prefettura. Il Cov di ieri ha chiamato — oltre ad Anas — i soli sindaci di Bellano, Perledo, Dervio e Colico. È mancato all’appello, tra gli altri, il Comune di Mandello del Lario, uno dei più turistici della sponda orientale del Lario. Riccardo Fasoli, sindaco di Mandello, commenta: «Probabilmente a questo punto si poteva aspettare domenica sera, o anche solo domenica, e non sabato. Sabato mi sembra il giorno peggiore per fare un intervento del genere. Pur rispettando quello che bisogna fare — ed è giusto che venga fatto — ventiquattro ore di ritardo avrebbero già cambiato la situazione. È una domenica di partenze serie. Speriamo si risolva nel più breve tempo possibile». Il commento più netto arriva da Stefano Cassinelli, sindaco di Dervio: «Ci stiamo organizzando. Come sempre i comuni si trovano da soli a gestire tutte le emergenze, anche quelle che non dipendono da eventi calamitosi».
Mattia Micheli, vicepresidente della Provincia di Lecco, lo ammette senza mezzi termini: «L’assenza di una data di conclusione degli accertamenti è il dato che più preoccupa. Nessun termine, nemmeno ipotetico. Fino a che gli incaricati non hanno concluso i rilievi e le relazioni». La vicenda, nei suoi risvolti giudiziari e di sicurezza sul lavoro, resta affidata alle indagini della Procura di Lecco. Per la viabilità, invece, si riapre la stagione del doppio senso, delle deviazioni e della pazienza.
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