Lecco, forte la richiesta di badanti. Ma l’offerta è scarsa e cresce il nero

L’inflazione spinge le famiglie lecchesi ad assumere in nero. Il costo grava sui bilanci pensionistici, servizi statali insufficienti.

Lecco

Un mare di richieste, un torrentello di offerte. È questo il rapporto tra domanda e offerta degli assistenti alla persona, o caregiver, in gergo popolare, badanti, sul nostro territorio emerso dal rapporto annuale stilato dall’associazione Domina. Di fronte a un terzo circa della popolazione lecchese che supera oramai i 65 anni (per cui dai 90 ai 100mila concittadini), l’esigenza di trovare un ausilio, temporaneo, duraturo, part time o a tempo pieno, è sempre più pressante. Non a caso in provincia di Lecco lavorano circa 3.600 tra colf e badanti. Per intenderci, un paese grande come Bellano... In particolare 1.554 colf e ben 2.028 badanti. Stiamo parlando di persone regolarmente assunte, «messe a libri» secondo il contratto nazionale delle colf e delle assistenti alla persona. Un dato, dunque, in difetto rispetto a quello che è il mare della domanda di queste professionalità. Quelle millecinquecento persone che fanno le colf rappresentano l’1,8 per cento delle 87.985 colf censite in Lombardia, e ogni mille abitanti ci sono 4,7 colf, mentre ci sono 7,8 badanti ogni 100 anziani over 80. Le badanti lecchesi sono il 2,9 per cento delle badanti censite in regione per un totale regionale di 70.393.

L’età media dei datori di lavoro si attesta a 68,1 anni, il che rispecchia la domanda che è sempre più forte, anche se i dati delle assunzioni in questo campo sono in calo. La spiegazione è semplice: c’è sempre più domanda, meno offerta, e le famiglie colpite da inflazione, diminuito potere d’acquisto di stipendi e pensioni, corrono il rischio di denunce e ispezioni ingaggiando badanti (o colf) in nero, magari irregolari sul territorio italiano, pur di non finire con debiti in banca solo per garantirsi un’assistenza che sarebbe dovuta da parte dello Stato, dai suoi servizi socio sanitari, ma che, invece, nessuno Stato può pienamente garantire, per questioni di spesa pubblica.

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