Povertà infantile, Lecco regge mentre la Valtellina resta più fragile
Lo studio di Fondazione Cariplo evidenzia livelli di vulnerabilità contenuti nel Lecchese e maggiori criticità in provincia di Sondrio. Pesano dispersione territoriale, famiglie numerose e fragilità sociali: al via un bando da 5 milioni per i primi mille giorni di vita
Lettura 2 min.Lecco e Sondrio
Povertà infantile, Lecco e Sondrio divise dai numeri. Un nuovo studio individua situazioni molto diverse nelle due province alpine. Nel Lecchese il rischio appare contenuto, mentre in Valtellina e Alto Lario la vulnerabilità è più diffusa e coinvolge numerosi piccoli comuni.
Lecco e Sondrio condividono montagne, collegamenti e molti servizi, ma quando si osserva la povertà infantile emergono scenari differenti. A evidenziarlo è il rapporto “Analisi del rischio di povertà infantile e individuazione dei territori prioritari”, pubblicato nel settembre 2026 dall’Evaluation Lab della Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore e utilizzato da Fondazione Cariplo per orientare la sfida dedicata alla prima infanzia denominata “Anita - L’Infanzia Prima”.
Lo studio analizza 1.641 comuni di Lombardia, Novara e Verbano-Cusio-Ossola e propone diversi indicatori per stimare il rischio di povertà infantile e individuare i territori su cui concentrare gli interventi.
Tra i dati più significativi figurano quelli relativi ai due capoluoghi. Con il primo metodo di analisi, che stima il numero di minori tra 0 e 6 anni in condizioni di povertà, il comune di Lecco registra 1.098 bambini, collocandosi al decimo posto nell’area esaminata. Sondrio si ferma a 538 minori e occupa il tredicesimo posto. Entrambi i comuni appartengono alla Classe A, che comprende il 20% dei territori con il reddito medio Irpef più elevato.
Secondo il rapporto, la differenza sembra legata soprattutto alle dimensioni demografiche dei due centri. Lo studio, infatti, non fornisce l’incidenza percentuale della povertà infantile nei singoli capoluoghi, ma soltanto una stima in valore assoluto.
Il quadro cambia quando si passa dall’analisi delle città a quella dei territori provinciali. Un secondo indicatore, costruito sulla base della presenza di bambini piccoli, famiglie numerose, famiglie straniere e contribuenti con redditi inferiori a 15 mila euro, individua dieci comuni della provincia di Sondrio con vulnerabilità alta o molto alta. Di questi, due figurano tra i venti più critici dell’intera area analizzata. La provincia di Lecco, invece, non compare nella relativa graduatoria.
Gli autori segnalano come le zone montane e lacustri di Sondrio, Como e Varese presentino una maggiore concentrazione di situazioni critiche. La conformazione geografica e la dispersione degli insediamenti vengono indicate tra i fattori che possono contribuire alla vulnerabilità sociale.
Tra i casi più particolari emerge quello di Livigno. Pur appartenendo alla Classe A per reddito, il comune registra un indice di vulnerabilità pari a 1,82. Il 31,32% delle famiglie conta almeno quattro componenti, la quota più elevata dell’intera area analizzata. Il modello utilizzato dallo studio stima inoltre 52 minori tra 0 e 6 anni in condizioni di vulnerabilità. Secondo il rapporto, il dato mostra come anche territori economicamente forti possano presentare fragilità legate alla stagionalità del lavoro e alla presenza di nuclei familiari numerosi.
Le differenze tra i due territori emergono anche nella sintesi dedicata alle Aziende socio-sanitarie territoriali. L’Asst di Lecco riceve il livello di priorità più basso, pari a 5, con il 2% dei comuni classificati a rischio elevato e nessun bambino tra 0 e 3 anni residente in questi centri. L’Asst Valtellina e Alto Lario si colloca invece al livello 3, lo stesso della media del territorio Cariplo, con il 23% dei comuni a rischio e il 20% dei bambini più piccoli residenti in tali aree.
Questi indicatori hanno avuto un riflesso diretto anche sul nuovo bando “Anita Reti Mille”, presentato da Fondazione Cariplo in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà del 17 ottobre. L’iniziativa mette a disposizione complessivamente 5 milioni di euro per sostenere reti locali che accompagnino le famiglie fragili nei primi mille giorni di vita dei figli, dalla gravidanza ai tre anni.
Per il territorio dell’Asst Valtellina e Alto Lario il contributo massimo previsto è pari a 200 mila euro, mentre per l’Asst di Lecco il limite è fissato a 150 mila euro. Sarà finanziato un solo progetto per ciascuna Asst, con durata di 24 mesi e capofila un ente del Terzo settore affiancato da almeno un soggetto del percorso nascita, come i consultori.
Le domande potranno essere presentate fino alle ore 17 di giovedì 18 febbraio 2027. Secondo il rapporto, per definire le priorità future sarà comunque necessario integrare queste stime con ulteriori indicatori, tra cui la copertura dei servizi per la prima infanzia, la spesa pubblica dedicata ai bambini e l’indice di vulnerabilità sociale e materiale elaborato dall’Istat. In altre parole, due territori vicini continuano a mostrare bisogni diversi e richiedono risposte calibrate sulle caratteristiche delle rispettive comunità.
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