False fatture per il superbonus: nei guai padre e figlia

Si apre il processo per i due meratesi, costruttore e architetto. Per un difetto di notifica il fascicolo torna alla Procura

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Cernusco

Padre costruttore, figlia architetto. I due meratesi sono nei guai in tribunale per accuse di false fatture e presunte truffe sul “superbonus 110%”. Il fascicolo che li riguarda, che vede come parti offese alcuni condomini del meratese, dove tornare agli uffici della procura, a causa di un difetto di notifica degli atti a una delle parti, come emerso dall’udienza di martedì a palazzo di giustizia. La notizia dell’indagine nei loro confronti era stata data dalla Guardia di Finanza di Cernusco Lombardone nel mese di luglio che parlava di un sequestro preventivo di beni del valore complessivo di oltre 4 milioni di euro, ipotizzando il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e false fatturazioni. Secondo le indagini, la presunta frode riguarda interventi edili di adeguamento antisismico e riqualificazione energetica che, pur se regolarmente indicati in fattura, non sarebbero mai stati realizzati, mentre i crediti d’imposta relativi al cosidetto “Superbonus”, invece, venivano regolarmente incassati. L’impresario avrebbe attestato stati di avanzamento lavori (Sal) superiori al 30% o al 60% che risultavano inesistenti, o non eseguiti nei tempi dichiarati. Per rendere credibile il raggiro, sarebbe stata compilata finta documentazione inviata al servizio Enea per i bonus fiscali. I presunti responsabili avrebbero poi svuotato i cassetti fiscali dei committenti, prelevando i relativi crediti d’imposta.

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