Oggiono, caccia al vincitore del SuperEnalotto: Roberto smentisce, «Non sono io»

Il 70enne indicato come il fortunato del “6” da 223 milioni mostra le schedine e respinge le voci: «Gioco sempre 2 euro e scelgo i numeri con il sistema». Intanto spunta un altro possibile vincitore.

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Oggiono

Roberto e Renato: noi, i ragazzi del bar di via Milano. Roberto è quello che tutti i beninformati indicano come il vincitore del “6” di venerdì scorso al SuperEnalotto, da 223 milioni di euro. Lui, però, raggiunto nel suo appartamento quasi in centro a Oggiono, nega; il telefono gli squilla ogni tre minuti, ma secondo lui «sono tutti in errore». Alla giornalista mostra le schedine: «Le conservo: guarda, questa è quella di venerdì scorso e i numeri sono diversi. Gioco sempre 2 euro, controlla pure, e li faccio scegliere al sistema. Quello che ha vinto ha giocato 5 euro». Scherza, Roberto, alla battuta su come sarà fatto lo smartphone che comprerà da multimilionario, intanto risponde a un’altra chiamata: tranquillizza il figlio, comprensibilmente turbato dall’improvvisa popolarità. «Ma lasciamoli parlare: da parte mia, sono sereno - ed effettivamente non appare minimamente infastidito - Di sicuro, se avessi vinto io, non sarei già più qui, invece ho superato i 70 anni e lavoro ancora. Preferirei sicuramente essere quello che ha vinto, comunque 170 milioni di euro sono troppi soldi». Ma non erano 223? Roberto è preparato: «Il netto è molto meno; facciamo che in banca li vincolo, mi rendono 600 milioni all’anno. Significa spendere 2 milioni al giorno: ma come si fa?». Beh, donne, vestiti e gioielli. «Per fortuna - ribatte ridendo Roberto - non avrò modo di rovinarmi così la vita. Infatti, non ho vinto: è una leggenda messa in giro da uno che frequenta il bar e abita un condominio più avanti, che il giorno dopo l’estrazione non mi ha visto in giro, quindi ha iniziato a dire che sarò stato io a vincere». Invece, ecco entrare in scena un’altra R: R come Renato, con un’agguerrita ex moglie, Ginevra, momentaneamente a Bari. «Io sono vedovo da tanti anni - chiarisce un po’ commosso Roberto - dunque, se avessi vinto io, questa storia dell’ex coniuge sarebbe una gran bufala; ma - torna a sorridere - dato che non ho vinto, sarà magari anche vera: solo che non conosco nessun Renato habitué del nostro bar, molto piccolo e dove siamo sempre gli stessi. Questo Renato, perciò, avrebbe giocato lì per caso? 5 euro, che è una schedina stranissima, e non numeri generati dal sistema. Mah». Nell’ipotesi che esista, questo altro R ha già molti pensieri: mentre Roberto si rilassa condividendo entusiasta una carrellata di foto del suo hobby creativo preferito, per cui è noto e apprezzato tra gli amici e nel vicinato (e a cui giura che intende «continuare a dedicarsi»), Renato F. è attorniato dagli avvocati: al suo indirizzo di posta certificata ha infatti scritto Giustitalia: gli ricorda ufficialmente di essere «sposato dal 25 aprile 2023 in regime di comunione legale, separato di fatto da qualche mese per grave incompatibilità caratteriale; in relazione alle nuove consistenti potenziali disponibilità economiche ottenute dopo la milionaria vincita al SuperEnalotto confidata telefonicamente la sera del 12 settembre scorso alla nostra assistita, quest’ultima è ora intenzionata a formalizzare la separazione, possibilmente bonaria, con riconoscimento, date le precarie condizioni economiche di Sua moglie, di un mantenimento mensile di 8 milioni oppure con la corresponsione di 80 milioni una tantum».

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