Cronaca / Sondrio e cintura
Mercoledì 25 Febbraio 2026
Alpi lombarde, rischio valanghe resta alto: l’avviso degli esperti
Malgrado un pericolo valanghe in leggero calo, le guide alpine raccomandano massima attenzione, soprattutto a causa del rialzo termico. Davide Spini, guida alpina e istruttore di Morbegno:«Purtroppo l’osservazione esterna del manto non basta»
Morbegno
Il pericolo di valanghe si è leggermente abbassato da lunedì, da 4 forte a 3 marcato, su Retiche, Orobie, Adamello e Prealpi Lecchesi, ma resta la forte instabilità del manto nevoso. Tant’è che se lunedì i pendii potevano dirsi abbastanza stabili, martedì lo erano molto meno, e mercoledì si sono verificati parecchi distacchi, anche di dimensioni importanti e provocati dal passaggio di sciatori, soprattutto sul Tonale. Nessuna persona travolta, perché tutti sono usciti da soli dalle situazioni di pericolo, però, dal Collegio delle guide alpine della Lombardia giunge il monito a prestare la massima attenzione e a non lasciarsi invogliare a percorrere versanti con una pendenza superiore ai 30 gradi, sia vergini, sia solcati da scialpinisti passati in precedenza.
«Questo è importante – dice Davide Spini, guida alpina e istruttore di Morbegno – perché alle volte si può essere tratti in inganno dal fatto che i pendii presentano già evidenti tracce di passaggio e, quindi, vengono percepiti come stabili. Invece non è così. Non sempre, perché esiste un rischio invisibile che occorre imparare a conoscere. Basta una piccola variazione meteo, un innalzamento delle temperature qual è quello in atto in questi giorni, per mutare la stabilità di un versante e renderlo pericoloso nel giro di poco. E proprio questo repentino rialzo delle temperature cui assistiamo, con lo zero termico sceso a 3000 metri, deve indurci ad un surplus di prudenza, perché nell’immediato rende ancor più instabili e pericolosi i versanti».
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