Parco delle Orobie, i pipistrelli diventano “sentinelle” della montagna

Un bat detector è stato installato nel Parco delle Orobie nell’ambito di un progetto dell’Università di Torino per monitorare la presenza e gli spostamenti dei pipistrelli lungo l’arco alpino. Intanto proseguono i lavori sui sentieri della Gran Via delle Orobie e la revisione dei tratti attrezzati

Lettura 1 min.

Albosaggia

Mentre prosegue a pieno ritmo la manutenzione dei sentieri, il Parco delle Orobie dà il via a un monitoraggio particolare. Questa volta dedicato non agli escursionisti, ma ai chirotteri. L’ente ha di recente posizionato un bat detector nell’ambito dell’Alpine Bat Acoustic Network, un progetto coordinato dall’università di Torino «che punta a costruire una rete di monitoraggio dei pipistrelli lungo l’intero arco alpino» spiegano da Albosaggia, dalla sede del Parco.

In pratica questo strumento «registra automaticamente gli ultrasuoni emessi dai pipistrelli durante l’attività notturna, consentendo di raccogliere dati sulla presenza delle diverse specie, sui loro spostamenti e sulle possibili rotte migratorie in alta quota». Il monitoraggio, condotto nel periodo di maggiore attività dei chirotteri, contribuirà a comprendere «come questi animali utilizzino gli ambienti alpini e come la loro presenza possa essere influenzata dai cambiamenti climatici». I dati raccolti saranno utili anche per orientare le future strategie di conservazione e gestione delle aree protette.

© RIPRODUZIONE RISERVATA