Autovelox di Chiavenna, l’associazione Migliore Tutela all’attacco

Secondo il sodalizio l’autovelox di via Volta non rispetterebbe le normative. Contestati anche gli impianti del Comune di Verceia.

Chiavenna

Autovelox di via Volta, secondo l’associazione Migliore Tutela non è tutto a posto. Il sodalizio che ormai da alcuni anni si sta muovendo per «fare chiarezza sui dispositivi elettronici per il rilevamento della velocità presenti in Valchiavenna» torna sulla questione dell’autovelox chiavennasco dopo l’annuncio dell’avvenuta riaccensione e i dati diffusi dal Comune nell’ultima seduta del consiglio comunale: «In occasione di una recente seduta del Consiglio comunale l’amministrazione comunale ha dichiarato che gli introiti derivanti dalle sanzioni e gli incidenti sono crollati. Se tutto ciò è vero allora l’autovelox va tolto perché il presupposto per l’installazione è proprio la presenza di un tasso di incidentalità superiore alla media come recita anche il decreto Salvini del 2024 entrato in vigore il 12 maggio 2025.

Lo stesso sindaco ha fatto riferimento a generiche “verifiche di regolarità” da parte del Ministero pur sapendo che l’unico vero requisito necessario è l’omologazione che dovrebbe risultare da un decreto del ministro che sul sito dello stesso Ministero non esiste. Viene da chiedersi quale Ministero è stato interpellato e quale documentazione comprova la regolarità. Un ente pubblico deve assicurare trasparenza e pubblicare il tutto sul sito. Va da sé che il Comune di Chiavenna ha sì inserito il proprio apparecchio all’interno del censimento voluto dal Ministero dei Trasporti, peraltro in ritardo rispetto alla data prevista, ma questo inserimento non attesta in ogni modo la regolarità. La questione, insomma, è la solita. L’autorizzazione non basterebbe, ci vuole anche l’omologazione. Il tipico bizantinismo italiano.

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