Pasqua a Bormio, ventidue Pasquali in gara: un rito secolare

ll reparto Dossiglio conquista la vittoria con la sua portantina, aggiudicandosi anche il premio per il miglior significato religioso offerto dalla parrocchia di Bormio.

Bormio

Una folla immensa ed incessante, dall’alba della mattina di Pasqua al pomeriggio di Pasquetta, si è riversata a Bormio per ammirare quella che rappresenta una tradizione molto sentita in tutto il mandamento, in grado di richiamare nella Magnifica Terra migliaia di visitatori, una festa corale e di comunità, il tripudio del lavoro artigianale ed artistico di centinaia di persone - che hanno lavorato incessantemente nei mesi scorsi - ma anche la rappresentazione della cultura e del sentimento religioso di un paese. Tutto questo, e molto altro ancora, sono stati i Pasquali in gara quest’anno, le ventidue portantine allegoriche portate in sfilata lungo le vie del centro storico per poi essere ammirate in tutta la loro straordinaria bellezza nella piazza del Kuerc di Bormio dopo aver ricevuto la solenne benedizione pasquale.

È proprio vero che non c’è Pasqua, a Bormio, senza i pasquali: tutti gli angoli del paese, gli esercizi commerciali, le strutture ricettive, i bambini e le famiglie hanno raccontato e testimoniato questa suggestiva tradizione indossando i colori bianco, nero e rosso del costume tradizionale che, mai come in questa occasione, deve essere perfetto in ogni minimo dettaglio. Il giorno di Pasqua sono state migliaia le persone che con entusiasmo, emozioni ed attenzione si sono preparate al meglio per la sfilata che ha visto la partecipazione di diversi gruppi musicali e folkloristici del mandamento, di centinaia di rappresentanti dei cinque reparti nei quali è suddivisa la Magnifica Terra (Combo, Dossiglio, Dossorovina, Maggiore e Buglio, citati in rigoroso ordine di sfilata), istituzioni, famiglie, gruppi di amici, tutti magistralmente guidati dall’associazione “I Reparti” di Bormio, cabina di regia dell’imponente kermesse.

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