Cosio Valtellino intitola via a Luigi Gusmeroli, medaglia d’argento al valor militare

Il Comune celebra il sacrificio dell’alpino, con l’intitolazione di una strada. Un omaggio al coraggio e alla dedizione per la Patria

Cosio Valtellino

C’è una nuova via a Regoledo inaugurata da poco. È quella dedicata al sottotenente Luigi Gusmeroli, alpino del 9° Reggimento alpini insignito della medaglia d’argento al valor militare alla memoria, un gesto che restituisce alla comunità il nome e il sacrificio di un giovane uomo diventato simbolo di coraggio e dedizione. Il tratto viario comunale è stato inaugurato con la cerimonia promossa dal Comune di Cosio Valtellino, che ha riunito autorità, cittadini e familiari.

A scandire il senso della giornata sono state le parole del sindaco Giorgio De Giobbi che ha invitato tutti a cogliere il valore di questa ricorrenza: «Oggi siamo qui riuniti per un momento di grande significato, un momento che ci invita a fermarci, a riflettere e a rendere omaggio a un uomo che ha scritto una parte della nostra storia con il suo sacrificio e la sua dedizione al valore più grande: la libertà». Il primo cittadino ha poi sottolineato il valore dell’intitolazione: «Questa via ci ricorda un uomo che ha dato la sua vita per il nostro Paese, trovandosi a scegliere tra la propria esistenza e la difesa della patria, dei propri ideali e della dignità di un popolo. La sua medaglia d’argento al valor militare è il riconoscimento di un eroismo che non può e non deve essere dimenticato». E ha aggiunto: «Non possiamo e non dobbiamo dimenticare che il sacrificio di questi uomini non è stato vano. La memoria di chi ha combattuto per la libertà è il fondamento della nostra democrazia».

Particolarmente toccante il passaggio dedicato ai familiari, presenti alla cerimonia, tra cui il fratello Plinio: «È un’emozione condividere questa giornata con i familiari – ha aggiunto il sindaco – a cui mi lega un sentimento di ammirazione fin dalla mia infanzia». La figura di Luigi Gusmeroli emerge dal suo percorso di vita: nato a Cosio Valtellino nel 1921, mostrò fin da giovanissimo serietà e senso del dovere, ottenendo a soli 18 anni l’abilitazione all’insegnamento elementare e contribuendo al lavoro familiare; richiamato alle armi nel 1941, fu formato alla Scuola militare alpina di Aosta e avviato a una carriera rapida fino al grado di sottotenente nel 9° Reggimento alpini; dopo i primi incarichi tra Caporetto e Gorizia, partì nel 1942 per il fronte russo, raggiungendo le linee lungo il Don in condizioni estreme.

Dalle lettere inviate alla famiglia emerge il ritratto di un ufficiale attento ai suoi uomini, capace di affrontare con responsabilità e determinazione le difficoltà quotidiane della guerra; fu proprio a Ivanovka, nel dicembre 1942, che trovò la morte durante durissimi combattimenti, continuando a guidare i suoi alpini anche dopo essere stato ferito, sacrificio che gli valse la medaglia d’argento e che ancora oggi rappresenta un esempio limpido di dedizione e coraggio.

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