Cronaca / Morbegno e bassa valle
Martedì 21 Luglio 2026
Ventisei anni esatti al servizio di Tresivio, Don Augusto in pensione
Il 7 ottobre del 2000 diventava arciprete; lo stesso giorno quest’anno si congederà dalla comunità. «Mi ritirerò a Baruffini: continuerò a operare in Caritas»
Lettura 1 min.Tresivio
Il 7 ottobre 2000 don Augusto Bormolini entrava come arciprete di Tresivio e il 7 ottobre 2026 celebrerà la Messa come memoria liturgica della Madonna del Rosario, ma anche come saluto alla comunità che, dopo 26 anni, lascerà per la meritata pensione.
La partenza di don Augusto, che il 23 luglio compirà 75 anni, sarà verso la metà ottobre. L’arciprete traslocherà – e non sarà uno scherzo per lui, vista l’enorme mole di libri che ha raccolto nel corso degli anni stipata in casa parrocchiale – per tornare nel paese natio di Baruffini, frazione di Tirano, pronta ad accoglierlo a braccia aperte.
I cambiamenti
Ma come è cambiata la comunità di Tresivio in questi 26 anni? «Quando sono arrivato, ho trovato una comunità vivace, con molte persone attive, comitati di contrada, consiglio parrocchiale, gruppo di canto e di catechesi», ci risponde don Augusto, ordinato sacerdote il 28 giugno 1975. «Una dimensione rimasta, anche se un po’ ridotta dopo il Covid. Anche la frequenza alla messa domenicale è diminuita, con l’idea che tutti si sono fatti che si potesse vedere in televisione, però direi che quanti partecipano adesso sono persone convinte, assidue, che mantengono questa fedeltà alla Chiesa».
Quanto alla sua esperienza di uomo e di pastore, don Augusto riflette: «Quando sono arrivato a Tresivio, avevo 50 anni ed ero in piena salute per cui ho vissuto con molto impegno i primi anni. Ad esempio ho portato avanti la benedizione delle case, che è un impegnato abbastanza faticoso, per undici anni. Poi sono seguite le problematiche al cuore, per cui i medici stessi mi hanno consigliato di non fare più sforzi eccessivi. E mi rendo conto che quando ci sono incontri serali, raduni vicariali e catechesi arrivo sempre molto affaticato».
Da qui la pensione, anche se don Augusto rassicura: «Non farò certo l’eremita. Ho indicato il vicariato di Tirano perché abbiamo una casa di famiglia disponibile a Baruffini dove risiederò. Servirò la parrocchia di Baruffini e sono già d’accordo col prevosto di Tirano, don Stefano Arcara, che, quando dovesse avere bisogno nel vicariato, darò volentieri una mano. E manterrò anche gli impegni della Caritas (è vicedirettore diocesano e responsabile per il territorio della provincia di Sondrio, ndr), il che significa essere a Sondrio almeno una volta al mese per la formazione degli operatori del centro di ascolto e seguire, fortunatamente online, i consigli diocesani Caritas».
Gli impegni
Non è tutto. «Poi seguo, come presidente, la cooperativa AltraVia con cui accogliamo una settantina di profughi in Valtellina, dislocati in varie sedi, e gestiamo la Piccola Opera di Traona. Tra questi impegni di Caritas e quelli di attività pastorale, credo che la giornata non sarà sempre di riposo».
Don Bormolini passerà il testimone della parrocchia dei Santi Pietro e Paolo a don Mauro Giordano, nato a Sondrio il 9 agosto del 1959, prossimo a lasciare le parrocchie comasche di San Giuliano e Sant’Agostino.
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