Furto sacrilego alla chiesa di Traona

Rubati arredi sacri della parrocchiale risalente al Seicento oltre alle offerte

Lettura 1 min.

Traona

Un furto sacrilego, accompagnato da atti vandalici, ha colpito nella notte la chiesa parrocchiale di Sant’Alessandro, nella parte alta del paese. Erano circa le tre di mercoledì quando l’allarme dell’edificio religioso ha risuonato nel cuore della notte, richiamando l’attenzione sulla profanazione di uno dei luoghi più significativi per la comunità traonese, la bella chiesa del milleseicento che domina, col suo riconoscibile porticato, il paese della Costiera dei Cech.

Si raggiunge salendo verso via Somagna, vicino ai vigneti terrazzati. Da lì sono passati i malintenzionati che sono riusciti a entrare forzando la vecchia porta laterale in legno, scassinata con l’ausilio di attrezzi. Una volta all’interno, hanno raggiunto la sacrestia, mettendola a soqquadro alla ricerca di oggetti da rubare. Il bilancio comprende la sottrazione di suppellettili sacre, tra cui un ostensorio, probabilmente alcuni calici e coppe, oltre alle monete delle offerte.

L’esatta entità del bottino è da accertare dalle indagini. Non si tratta soltanto di un furto. A rendere ancora più grave l’accaduto sono i danneggiamenti compiuti all’interno della chiesa. I ladri hanno rotto la chiave del tabernacolo, senza però sottrarre le ostie consacrate, e hanno distrutto una croce. Un gesto che aggiunge al danno materiale un elemento di particolare amarezza per la comunità religiosa. Gli oggetti trafugati, pur non essendo necessariamente realizzati interamente in metalli preziosi, possiedono un valore che va oltre quello della materia prima. L’ostensorio e i calici sono infatti caratterizzati da lavorazioni artistiche di cesellatura, con parti in argento e dorature, che ne accrescono il pregio.

Anche se il valore economico complessivo deve ancora essere quantificato, si tratta di manufatti che custodiscono una storia e una funzione liturgica. La scopertavgiovedì mattina, quando chi si occupa delle pulizie della chiesa si è accorto dell’effrazione.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri, impegnati nei rilievi e negli accertamenti per ricostruire la dinamica, quantificare i danni e individuare i responsabili. Il parroco don Paolo Bettonagli, la cui casa parrocchiale si affaccia sull’edificio religioso, in questi giorni fuori sede per una trasferta, non era presente al momento del raid. «Sono stato avvisato stamane e mi sono prontamente recato sul posto - dice il sindaco Maurizio Papini -. Sono adirato e indignato per questo atto vile, spregevole e ignobile perpetrato contro un luogo simbolo di fede e della storia della comunità di Traona. Colpire la nostra chiesa parrocchiale significa ferire il cuore stesso della nostra collettività». Il sindaco confida nelle forze dell’ordine «affinché i responsabili possano essere individuati e quanto rubato recuperato», esprimendo a don Paolo «la mia totale vicinanza e quella dell’intera comunità». La chiesa di Sant’Alessandro, fu ricostruita a partire dal 1604 e consacrata nel 1690. Situata in posizione dominante sulla borgata, custodisce affreschi e testimonianze artistiche di pregio come gli affreschi di Gianolo Parravicini e le quadrature del Torricelli. Un patrimonio religioso e storico che, dopo quanto accaduto, si ritrova ferito da un episodio che ha suscitato sconcerto e amarezza in paese.

© RIPRODUZIONE RISERVATA