Cronaca / Morbegno e bassa valle
Giovedì 07 Maggio 2026
Gimoka coinvolta nell’indagine “Equalize” per dossieraggi
L’inchiesta coordina da Milano accende i riflettori su presunti dossieraggi e accessi illegali a banche dati. Coinvolti alcuni soci dell’impresa valtellinese, ma l’azienda non risulta indagata
Andalo Valtellino
La torrefazione valtellinese Gimoka compare sullo sfondo dell’inchiesta Equalize, la maxi indagine coordinata dalla Dda di Milano che ha portato alla luce una presunta rete di dossieraggi illegali, accessi abusivi a banche dati e attività di cyberspionaggio. A ricostruire il collegamento tra alcuni soci del gruppo del caffè e gli investigatori finiti sotto inchiesta sono stati i giornalisti investigativi di Dossier di Today.
Al centro dell’indagine ci sono il manager Enrico Pazzali, l’ex poliziotto Carmine Gallo e altri collaboratori, tra cui Samuele Calamucci. Secondo gli inquirenti, avrebbero effettuato numerosi accessi abusivi alla banca dati Sdi tra il 2023 e il 2024, raccogliendo informazioni sensibili su imprenditori, professionisti e personaggi pubblici. Tra le persone finite nel mirino figurano anche alcuni soci di Adastra Holding, la società che controlla il gruppo valtellinese, tra cui i valtellinesi Ivan Padelli, fondatore e presidente di Gimoka, e la moglie Meri Zugnoni. Gli imprenditori, che, lo precisiamo, sono parte lesa in questa intricata vicenda, sarebbero quindi stati spiati dagli indagati, ma al momento non risulta essere stata coinvolta, invece, l’azienda con sede ad Andalo Valtellino.
Gli investigatori stanno cercando di chiarire le ragioni dei dossieraggi. In altri filoni dell’inchiesta Equalize sarebbero emersi episodi legati a presunti ricatti ed estorsioni, attività di raccolta di informazioni compromettenti, accessi ai dati fiscali e patrimoniali di imprenditori e operazioni mirate a danneggiare l’immagine pubblica di determinate figure. Secondo la procura, la struttura avrebbe operato come una sorta di mercato parallelo delle informazioni riservate, offrendo dossier su richiesta a privati e aziende, in un contesto che avrebbe incrociato anche ambienti della criminalità organizzata lombarda.
Resta da chiarire perché gli accessi abusivi abbiano riguardato proprio alcuni soci di Adastra-Gimoka. Al momento non ci sono certezze sui mandanti effettivi delle attività di spionaggio né sulle finalità precise delle ricerche effettuate.
Fondata alla fine degli anni Ottanta ad Andalo Valtellino da Ivan Padelli, Gimoka è diventata una delle realtà più importanti del settore caffeicolo italiano. Il gruppo controlla l’intera filiera produttiva, dall’importazione del caffè crudo proveniente da Sud America, Africa e Asia fino alla tostatura, confezione e distribuzione, con marchi diffusi sia nella grande distribuzione sia nel mercato professionale. Gli stabilimenti produttivi restano in Valtellina, dove negli anni l’azienda ha consolidato la propria crescita attraverso acquisizioni, investimenti e una forte espansione sui mercati internazionali.
Dall’azienda che, lo ribadiamo, al momento non risulta in alcun modo coinvolta nella vicenda, al momento non è stata diffusa alcuna comunicazione in merito. I legali del gruppo, fanno però sapere, sono al lavoro per chiarire ogni aspetto e fare luce sull’accaduto.
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