Inseguimento da Ardenno ad Eupilio,
denunciati in stato di libertà
due dei quattro che occupavano il Suv

Nessuno si è fatto male, ma il pericolo è stato tale, per gli operatori e per terzi, da far scattare la denuncia per resistenza a pubblico ufficiale e per porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere, dato che sull’auto c’erano due coltelli e un machete. Le motivazioni della fuga sono ancora da chiarire

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Ardenno

Deferiti in stato di libertà all’autorità giudiziaria di Como due dei quattro occupanti il Suv Nissan che ha messo a ferro e fuoco mezza Valtellina, il Lecchese e il Comasco, ieri fra le 12.20 e le 13, in seguito ad una fuga rocambolesca all’alt di un posto di controllo dei Carabinieri ad Ardenno. La Nissan ha preso a scendere sulla 36 inseguita da gazzelle dei Carabinieri, auto della Polizia stradale e Volanti della Questura. Per arrestarsi contro un muretto di via Leonardo da Vinci ad Eupilio, nei pressi di Erba. A bordo il conducente, cittadino marocchino, dileguatosi nei campi della zona, un suo connazionale con precedenti per spaccio, una donna valtellinese di 21 anni, pure con precedenti, e suo figlio, un bimbo di cinque mesi, nato nell’agosto scorso. Uscito fortunatamente indenne dall’accaduto.

Nessuno si è fatto male, ma il pericolo è stato tale, per gli operatori e per terzi da far scattare la denuncia per resistenza a pubblico ufficiale e per porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere dato che sull’auto c’erano due coltelli e un machete. Il perché di questa fuga è da chiarire. I Carabinieri di Ardenno, che procedono, temono che potesse avere con sè droga, ma si è dileguato e non è stato rintracciato.

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