Maxi truffa sui test Covid, imprenditore valtellinese a processo

Si è aperto al tribunale di Sondrio il processo a un imprenditore residente in città accusato di una presunta truffa da oltre 340 mila euro legata alla fornitura di test anti Covid nel 2022. Secondo l’accusa, un bonifico contraffatto avrebbe convinto una società tedesca a spedire 384 mila test sanitari mai pagati

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Sondrio

Si è aperto, in Tribunale a Sondrio, il processo all’imprenditore Arturo Andrea Vito Taurino Rodio, classe 1973, residente in città, imputato di una presunta truffa internazionale, relativa alla fornitura di una maxi-commessa di test anti Covid.

Ecco i fatti al centro dell’inchiesta condotta dal procuratore di Sondrio, Piero Basilone, con indagini della Guardia di Finanza del Comando provinciale. In aula i primi testi, il luogotenente Giuseppe Buonaccorso in prima linea nell’indagine e il collega Claudio Zanella e un’ex dipendente. In qualità di amministratore unico della società Work Safety Spa, con sede legale a Morbegno, l’imputato con diversi raggiri si sarebbe procurato l’ingiusto profitto consistito nell’acquisizione di materiale sanitario (384mila test Covid Corona), per un valore commerciale pari a 344mila euro in danno della King Line Gmbh, di Rottebach (Germania), rappresentata dall’amministratore Noel Heuschkel e assistita dall’avvocato Irene Schiefer di Bolzano che ha condiviso con il Pm Lorenza Bonaldo “l’acquisizione di alcuni documenti giunti dalla Procura di Norimberga”.

L’imprenditore nativo di Bari, difeso dal penalista Francesco Romualdi di Sondrio, contatta al telefono, tramite un intermediario di Stoccarda, su una piattaforma internet, la società King Line la quale pubblicizza sulla piattaforma i propri prodotti e concorda il prezzo di 875mila euro per una mega fornitura di un milione di test Covid con differenti caratteristiche: 200mila pezzi di test rapido autodiagnostico Hotgen; 300mila pezzi di test rapido autodiagnostico Sejoi; 500mila pezzi di test rapido autodiagnostico nasale.

“Il 25 luglio 2022 - si legge nel capo d’imputazione - tramite mail spedita dall’addetta vendita/acquisti della Work Safety Spa, alle 12.55, su ordine di Taurino Rodio, si effettua l’ordinativo alla parte offesa nel quale viene indicato come luogo di recapito della merce via Del Piano 1 a Castione. Si concorda, quale garanzia e a titolo di anticipo, la corresponsione da parte dell’acquirente Work Safety di 100mila euro e a fronte del versamento della somma la King Line avrebbe spedito parte della merce. La Work trasmette un documento bancario integralmente contraffatto e contenente l’ordine di bonifico bancario della somma di 100mila euro, apparentemente disposto in data 1 agosto 2022 dal conto della società di Taurino”.

Dopo avere fatto pervenire tale ordine di bonifico bancario falso, l’imprenditore ora a processo effettua personalmente una videochiamata con cui conferma ai tedeschi l’avvenuto versamento del denaro concordato, “come da copia di bonifico trasmesso”.

Alla luce del bonifico tarocco e della telefonata ricevuta, la società fornitrice procede con la fornitura e organizza il trasporto del materiale sanitario di una prima tranche di 384mila pezzi. La merce - come accertato dalle indagini della Guardia di Finanza - è ritirata in Germania da un trasportatore incaricato da Work Safety Spa. La “partita” di materiale sanitario giunge a destinazione, in Valtellina, alle 11.50 del 3 agosto 2022 e il magazziniere di Taurino, tramite whatsapp, trasmette alla parte lesa la foto del bancale scaricato a Castione. Quando il titolare della società tedesca si accorge che i soldi pattuiti, in realtà, non erano stati versati, chiede spiegazioni e contatta il magazziniere che gli ha mandato la foto e quest’ultimo risponde così: «Il bonifico di 100mila euro è stato fatto, verifichiamo cosa è andato storto, la merce nel frattempo non la tocchiamo, ma lei contatti direttamente il mio titolare (Taurino: ndr) con una mail».

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