Cronaca / Morbegno e bassa valle
Venerdì 23 Ottobre 2026
Morbegno: 300 studenti in piazza per chiedere ascolto e cambiamento
ll sindaco Patrizio Del Nero ha sfilato con i ragazzi. Il primo cittadino ha elogiato la compostezza della protesta e confermato l’apertura al dialogo per migliorare i servizi scolastici.
Lettura 2 min.Morbegno
Circa 300 studenti in piazza, a Morbegno, per trasformare il disagio delle nuove generazioni in una richiesta di ascolto e cambiamento. Si è svolta venerdì mattina, in un clima pacifico e senza incidenti, la manifestazione promossa dagli studenti degli istituti superiori della Bassa Valtellina, scesi in strada non soltanto per denunciare le criticità del sistema scolastico, ma anche per richiamare l’attenzione sulle difficoltà che coinvolgono giovani lavoratori e famiglie, tra caro vita, rincari dei carburanti e stipendi sempre più difficili da far bastare.
Il corteo dei ragazzi armati solamente di voce, altoparlanti e cartelli è partito alle 8 da piazza Aldo Moro, attraversando il centro cittadino, da piazza Tre Fontane a via Garibaldi, fino all’arrivo in piazza Sant’Antonio, davanti al polo scolastico del liceo Nervi-Ferrari e dell’istituto Saraceno-Romegialli. Presenti lungo il percorso Polizia di Stato, Guardia di finanza, Carabinieri e Polizia locale, con un dispositivo di sicurezza che ha accompagnato la manifestazione senza che si verificassero particolari criticità.
(Foto di Sabrina Ghelfi)
A spiegare le ragioni dell’iniziativa è Felipe De Donati, studente del Saraceno-Romegialli. «Abbiamo organizzato questa manifestazione dopo aver presentato richiesta alla Questura. Il nostro obiettivo è soprattutto quello di cambiare ciò che non funziona nel sistema scolastico, perché abbiamo riscontrato diversi problemi e chiediamo maggiore giustizia per noi studenti».
Le rivendicazioni, però, non si fermano alle aule e agli istituti. «Questa manifestazione non riguarda soltanto gli studenti. Ci sono tanti giovani che lavorano e che devono affrontare difficoltà economiche, stipendi insufficienti, prezzi della benzina e affitti sempre più alti e un’inflazione che pesa sulle famiglie. Per questo abbiamo deciso di riunirci e di portare avanti insieme le nostre richieste, cercando di far sentire la nostra voce anche qui in Valtellina».
Un territorio nel quale, secondo De Donati, è importante che i giovani comincino a prendere posizione e a partecipare attivamente al dibattito pubblico. «Speriamo che questa giornata possa rappresentare un punto di partenza e che altri ragazzi trovino la volontà di unirsi a noi». La vigilia era stata accompagnata da timori e voci che, attraverso i social network e le chat, avevano alimentato preoccupazioni tra studenti e genitori. Alla prova dei fatti, però, la manifestazione si è svolta regolarmente, riportando la protesta entro i confini della normale partecipazione democratica. «Non condividiamo le manifestazioni violente, vogliamo portare avanti le nostre idee in modo pacifico, ma questo non significa che le nostre richieste siano meno importanti o che non siamo determinati a farci sentire». Il messaggio è quindi quello di una mobilitazione che parte dalla scuola, ma guarda ben oltre i cancelli degli istituti. «Vogliamo che si parli dei problemi che riguardano i giovani e che le nostre richieste non vengano ignorate» - conclude De Donati.
Lo aveva promesso e ha mantenuto la parola: il sindaco di Morbegno, Patrizio Del Nero, ha raggiunto gli studenti in piazza durante la manifestazione e ha sfilato in corteo, ribadendo la disponibilità ad ascoltare le loro richieste e ad aprire un confronto anche dopo il corteo. Una protesta che il primo cittadino ha giudicato positivamente, sottolineando il comportamento responsabile dei partecipanti.
«La manifestazione è stata molto composta e partecipata. I ragazzi hanno voluto rappresentare le loro istanze di miglioramento delle attività scolastiche e dei servizi, ma anche dare voce al disagio giovanile di oggi. Li ho visti responsabili e rispettosi delle regole e questo è fondamentale» - ha commentato Del Nero. Il sindaco ha rimarcato l’importanza del diritto di manifestare, purché esercitato nel rispetto della legalità.
«Manifestare e rivendicare le proprie idee è un diritto, ed è giusto che i giovani possano farlo. L’importante è che tutto avvenga nel rispetto delle norme. Quella di Morbegno è stata una manifestazione diversa da quanto purtroppo accaduto in altre realtà, dove si sono verificati episodi di violenza. Qui i ragazzi hanno dimostrato un atteggiamento responsabile».
(Foto di Sabrina Ghelfi)
Del Nero ha ricordato anche la propria esperienza giovanile, quando, da rappresentante d’istituto al Romegialli, si era fatto portavoce di alcune rivendicazioni studentesche, tra cui una mensa a prezzi popolari e trasporti gratuiti per chi arrivava dalle valli. Un passato che lo porta a guardare con particolare attenzione alle richieste delle nuove generazioni. «Anch’io ho partecipato a manifestazioni per portare in piazza le esigenze degli studenti. Per questo mi sento vicino a questi ragazzi. Alcune delle questioni che sollevano riguardano aspetti concreti, come il miglioramento delle attività scolastiche e dei servizi, e meritano di essere ascoltate». Da qui la conferma della disponibilità dell’amministrazione comunale a incontrare gli studenti e approfondire le loro istanze. «È importante che le istituzioni sappiano ascoltare i giovani e comprendere le loro necessità. Confermo la mia disponibilità al confronto, perché dalle richieste possono nascere occasioni utili per migliorare i servizi e rispondere ai bisogni della comunità».
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